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La piazza e la camera

Creato il 15 novembre 2012 da Albertocapece

La piazza e la cameraIeri si è misurato in tutto il continente non la protesta in sé per l’austerity, ma il distacco insanabile tra i popoli e i loro governi prodotti in vario modo dalle oligarchie locali in comunione con quelle multinazionali della finanza. Si è avvertita la consapevolezza che l’impoverimento e i massacri imposti non derivano da presunte necessità, ma da un disegno politico di riduzione della democrazia che usa la crisi come pretesto, l’euro come arma e il sistema politico come kapò. E siccome l’Italia è all’avanguardia non avendo nemmeno un governo eletto, ma formato da nominati dei nominati, è proprio qui che questo distacco si è avvertito con più intensità.

Mentre in piazza scendevano studenti e operai a reclamare il loro futuro, i resti del sistema politico era chiuso dentro le segrete stanze a cercare accordi sul un sistema elettorale che salvaguardi le poltrone e al tempo stesso contrasti e imbrigli la volontà popolare. Oppure a destreggiarsi fra le briciole del patto di stabilità per farsi bello verso i potentati di riferimento. Questo mondo al tramonto deve e vuole dare uno sbocco al debole d’orecchio del Quirinale che ci sente benissimo solo alla cornetta del telefono, che è sordo ai boati, ma sensibile ai sussurri. Proprio la violenza assurda degli scontri di piazza scopre le carte di questa classe dirigente da corridoio e da camarilla: l’intento, evidentemente frutto di direttive, non era di arginare la protesta e tenerla lontana dai sacri luoghi del potere ed eventualmente disperderla , ma semplicemente quella di mettere paura che è poi l’olio di ricino del XXI° secolo.

Naturalmente è sempre pronta la scusa degli infiltrati, mentre la dinamica degli eventi non lascia dubbi circa l’intenzionalità  della repressione e soprattutto sul fine di queste assurdità che del resto il sistema mediatico diffonde a piene mani: quella di dividere i movimenti e magari arrivare a misure eccezionali. Del resto in Spagna proprio per nascondere questa verità si è fatta una leggina per impedire che si diffondano foto o filmati degli scontri: c’è caso che qualcuno si svegli.

Paura dell’impoverimento per i padri e paura del manganello per i figli, secondo la filosofia dei tonton macoutes governativi che obbediscono al Duvalier bancario. E del resto non si può certo operare sul piano della persuasione visti i risultati economici da recessione profonda che le amorevoli cure dei tecnici hanno provocato: crollo del 3%  del Pil, welfare tagliato selvaggiamente e debito pubblico in aumento più che sotto il Cavaliere. Oh certo dicono di voler spiegare, ma in realtà non lo fanno perché non sanno farlo, sono soltanto stupide periferiche dei poteri finanziari e del pensiero unico. Stampano bollettini e fogli excell che qualcun altro batte sulla tastiera.

Ma ho l’impressione che più picchiano più l’inchiostro si esaurisce.

 


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