Superato il periodo delle cartucce e arrivata l'era del CD-ROM, il mondo delle console è stato invaso dalla pirateria. Sarà ancora così?
Ricordiamo bene i primi periodi della Playstation, un mondo di dischetti neri e affascinanti che improvvisamente veniva stravolto da quel tuo amico che conosceva uno che parlava con un tale che poteva metterti in contatto con quello che modificava le console. E tu, che nell'era delle cartucce al massimo avevi messo le mani su una di quelle compilation giapponesi di bruttissimi titoli per il Game Boy, sgranavi gli occhi estasiato. Eri solo un ragazzino che si trovava di fronte a una Shangri-La di titoli a poco prezzo, tutto ciò che dovevi fare era affidare per qualche giorno la tua console alle (si spera) esperte mani di uno sconosciuto, tralasciando le questioni morali. Tutte le persone che conoscevamo, in quel periodo, avevano una console modificata. Potrà sembrare arido e brutto dirlo, ma la facilità con cui si potevano modificare è stato senza dubbio uno dei volani che hanno spinto il successo di PlayStation e di Playstation 2. Un mercato fatto di retrobottega, saldature e pile di CD il cui giro di affari era difficilmente quantificabile, ma che senza dubbio rubava una certa fetta di guadagni al settore, piccola distribuzione in primis. Per non finire come il mondo PC, dove nonostante DRM sempre più assurdi e servizi a pagamento dai prezzi estremamente accessibili ogni anno milione di euro finiscono in file Torrent, i produttori di console e gli hacker giocano da anni un'estenuante partita a nascondino che di recente sembra aver decretato la vittoria dei primi, ma sarà vero?
twittalo! Dopo anni di strapotere la pirateria su console è veramente morta? E chi l'ha uccisa?
L'online ha cambiato tutto
Una cosa è sicura: l'espansione dei servizi online ha reso le cose molto più complicate per i pirati. Da quando le console sono diventate dei servizi in continuo aggiornamento è molto più facile chiudere eventuali falle che potrebbero compromettere il lancio di software copiato. Allo stesso modo, vista la grande preponderanza dei titoli con patch e servizi online, chi non è disposto a collegarsi in rete per verificare la bontà del software installato rischia di perdersi un'ampia fetta del gioco.

La riserva indiana
È per questo motivo che la pirateria resiste in piccole nicchie non ancora completamente intaccate da un continuo accesso alla rete, come Nintendo 3DS, PSP, Wii, PlayStation Vita e in parte nel Wii U. Come piccole Tortughe virtuali abitate da pirati nostalgici, queste "sacche di resistenza" possono ancora giocare gratuitamente, basta accontentarsi, conoscere l'exploit giusto e limitare gli aggiornamenti ai firmware modificati che si possono trovare nelle comunità online.

Lotta fra bene e male o esercizio di stile?
Per quanto riguarda l'attuale generazione è presto per parlare, i sistemi sono molto giovani e gli hacker hanno imparato a non sbandierare troppo i loro tentativi di exploit, così da evitare di trovarsi un plotone di avvocati di fronte alla porta ancor prima di aver finito. Alcuni siti, anche italiani, sostengono di poter già vendere PlayStation 4 modificate e recentemente si è diffusa la notizia che Xbox One sarebbe ormai caduta di fronte agli attacchi della comunità di hacking a essa dedicata, ma ne vale veramente la pena?
