Dopo la scelta di Obama di affidare
l'incarico di guidare la Fed a Janet Yellen - e dopo quella che fu già di Putin di affidarsi a Elvira
Nabiullina per mediare le sorti di Bank Rossii – è arrivata qualche giorno fa la nomina di un'altra donna alla guida di una Banca
centrale. Si tratta di Karnit Flug nominata, al termine di mesi di incertezza, dal premier israeliano
Benyamin Netanyahu e dal ministro della Finanze Yair Lapid, come
guida della Banca d'Israele.
E va bene che non avrà l'impatto mediatico delle nomine delle altre due - in verità non ne ha parlato quasi nessuno - ma è un segno, una traccia che forse vale la pena riportare.
Flug è stata negli ultimi anni il
braccio destro dell'ex governatore Stanley Fisher – economista di
fama mondiale, che aveva lasciato il suo incarico a giugno. Prima di
lei la scelta era direzionata su un altro ex governatore, Yaakov
Frenkel,
costretto a ritirarsi dopo che la
sua nomina aveva suscitato svariate critiche, culminate nella
scoperta di un imbarazzante episodio: nel 2006, infatti, sarebbe
stato accusato di aver rubato un profumo al duty free dell'aeroporto
di Hong Kong; sebbene la vicenda non avesse comportato nessuna
conseguenza, rivangarla sarebbe bastato per spingerlo a ritirare la
propria disponibilità. Successivamente arrivò Leo Leiderman,
ritirato anche lui dopo pochi giorni dalla designazione ufficiale: il
motivo, secondo il quotidiano "Haaretz" sarebbe
legato all'esame della candidatura, in cui si è venuto a conoscenza
che le dimissioni da un precedente incarico a Deutsche Bank,
sarebbero state conseguenti ad un caso di molestie sessuali.
Stando al retroscena che ricostruisce "Haaretz", la decisione di
Netanyahu sarebbe definitivamente maturata giovedì scorso al termine
di una riunione di routine, in cui Flug – capo vicario della Banca,
nei 112 giorni dopo l'addio di Fisher – avrebbe impressionato
particolarmente il primo ministro per la chiarezza della sua
politica, la precisione della sua analisi sul futuro dell'economia
israeliana e per le buone relazioni emerse dalle consultazioni con i
leader della Fed, Bernanke prima e Yellen adesso.
Netanyahu su Flug avrebbe cambiato
idea, dopo che in un primo momento aveva categoricamente escluso la
sua nomina. A tal proposito il "Financial Times"
riporta le dichiarazioni di Shelly Yachimovich, capo del partito laburista
(opposizione): «Anche se
il processo di nomina è stato viziato, a volte ridicolmente,
Netanyahu in definitiva ha riconosciuto e modificato il suo errore. È
stata presa la decisione giusta».
Gli analisti hanno ben accolto la
nomina. Soprattutto in funzione dell'importante decisione di tagliare
i tassi di interesse dello 0,25 per cento del mese scorso, con la
quale Flug ha mostrato coraggio e indipendenza, andando contro le
posizioni di alcuni colleghi del comitato monetario della Banca. Amir
Eyal, presidente della casa di investimento Infinity, raggiunto da
"Reuters" ha detto che si aspetta che Flug attui una
politica monetaria espansiva, sostenendo le esportazioni e
l'occupazione e seguendo le orme di Fischer.
Dopo le accuse di sessismo ricevute da
parte dell'opposizione, la decisione di Netanyahu - magari viziata
anche dalla scelta di Obama su Yellen - sembra essere un'altra
inversione della rituale tendenza di nominare alla guida dei massimi
organismi economici, soltanto uomini. Sebbene le circostanze quasi
obbligate che hanno portato alla scelta finale, potrebbero
confermare in parte quello di cui si era già parlato.
