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La promessa di Gregg

Creato il 13 febbraio 2011 da Chemako @chemako71

La promessa di Gregg

Gregg Allman


Era il 1959, un pomeriggio nella segregazionista Nashville, Tennesse. Un cantante nero sta incendiando il pubblico del suo concerto: si chiama B.B. King, un'esplosione sonora che cambierà per sempre la vita di due ragazzini bianchi della Florida. Sono lì, a bocca aperta: Duane, 13 anni e il fratello Gregg, di un anno più giovane. Sono travolti dall'impeto della band, catturati dal sound, investiti dalla folla che balla, si agita e canta. Il fratello più grande allora si rivolge al piccolo e gli dice: "We gotta get into some of this". E lo fecero.
Fondarono 10 anni più tardi la Allman Brothers Band, la più grande band di southern rock, ovvero di quella miscela esplosiva di rock, blues, country e jazz che costituì una novità nel panorama musicale americano dell'epoca. Duane alla chitarra e Gregg all'organo, tastiere e voce si unirono ad altri musicisti creando qualcosa di unico, immortalato da molte registrazioni live, tra le quali quello che viene considerato il più grande disco doppio live della storia del rock, At Fillmore East, registrato il 12 e il 13 marzo del 1971 in quel ex teatro yiddish che divenne poi "The Church of Rock and Roll". Nelle due serate i fratelli Allman eseguono pezzi blues e rock classici, e altri di loro composizione, abbandonandosi in lunghe ed indimenticabili jam session.

La promessa di Gregg

La copertina del disco live At Fillmore East


L'anno precedente Duane si era unito ad Eric Clapton e al suo gruppo dell'epoca, The Derek and the Dominos, partecipando alla registrazione del disco Layla and Other Assorted Love Song. E' di Duane lo strepitoso assolo di chitarra con cui si apre la famosa canzone di Clapton, Layla. Ed è stato questo, per me, lo stimolo a scoprire gli Allman Brothers. Da fan di Slowhand, rimasi sorpeso dall'apprendere che il travolgente assolo non era opera del bluesman inglese, ma di questo ragazzo del sud degli Stati Uniti. Fu così che, su consiglio di Paolo Carù, titolare dell'omonimo negozio di musica e libri di Gallarate, nonché uno dei fondatori di uno dei migliori periodici italiani di informazione rock, Buscadero, acquistai il suddetto live At Fillmore e mi innamorai della musica degli Allman.
La promessa di Gregg

Il successo mondiale fu funestato da un tragico evento che segnò per sempre la storia della band e quella personale di Gregg. Nell'ottobre del 1971, durante una pausa dalle registazioni di un nuovo disco, Duane muore in un incidente stradale, mentre sta guidando la sua Harley. Il disco viene ultimato in un clima di disperazione tremenda: Eat the Peach, questo il titolo, viene pubblicato nel febbraio del 1972, diventando un successo planetario. Le disgrazie per il gruppo purtroppo non finiscono: nel novembre dello stesso anno, il bassista Berry Oakley muore in un incidente motociclistico.
Gregg quindi ne ha viste tante nella sua vita: dal padre assassinato, alla morte violenta del fratello e di Oakley. La band viene sciolta e ricostituita più volte. Oggi il gruppo esiste ancora ed è sorretto da due splendidi chitarristi: Warren Haynes e Dereck Trucks, alle cui performance ho avuto la fortuna di assistere durante un concerto di Clapton, cui Trucks prestava la sua chitarra e la sua mano.
Fra le tante avversità che Gregg ha conosciuto c'è stato anche il tumore al fegato, diagnosticato tre anni fa, e il successivo trapianto dell'organo. Dopo due anni di vita da zombie, come l'ha definita lui stesso, Gregg è ritornato sulla scena registrando un nuovo album che, nello stesso tempo, mantiene anche la promessa che i due fratelli si fecero da ragazzini in quel famoso cncerto di B.B. King a Nashville. Infatti Low Country Blues è un omaggio intenso alla musica che gli ha segnato la vita: il blues che conobbe dal vivo in modo così travolgente in quel concerto, e che era solito ascoltare insieme a Duane alla radio da una stazione proprio di Nashville che trasmetteva solo blues.
La promessa di Gregg

In Low Country Blues troviamo un Gregg Allman che rende il suo tributo alla musica che lo ha fatto crescere, eseguendo alla grande dei classici di B.B. King, Muddy Waters, Junior Wells, Skip James, Otish Rush e altri. La sua voce decisa è accompagnata da musicisti di primo rango, come Dr. John al piano e Doyle Bramhall II alla chitarra solista (il "tamarro" di talento anch'egli visto insieme a Derek Trucks nello stesso concerto di Clapton a cui ho accennato sopra).
Cinquant'anni dopo Gregg ha realizzato il disco che avrebbe voluto fare insieme al fratello Duane.

La promessa di Gregg

Gregg Allman


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