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La quiete dopo la tempesta

Creato il 05 marzo 2015 da Ilnazionale @ilNazionale

Foto5 MARZO – Sfogliando le illustri pagine della letteratura italiana scoviamo le parole della famosa poesia di Giacomo Leopardi, che sembrano fatte apposta per regalarci una simpatica istantanea dell’attuale atmosfera che regna in casa gialloblù. Dopo alcune settimane un po’ burrascose, coincise con una serie di risultati negativi – quando tra proteste di vario genere l’esonero di Mandorlini sembrava davvero imminente – nel cielo sopra Peschiera sembra finalmente essere tornato il sereno. L’importante pareggio ottenuto al Bentegodi contro la Roma e soprattutto la fondamentale vittoria esterna nello scontro diretto di Cagliari – con i tre punti ottenuti in Sardegna la zona “rischio” è ora lontana ben otto punti – hanno calmato le agitate acque della contestazione, contribuendo a far nascere nuove e migliori prospettive per il prossimo futuro. Forse, proprio in barba ai contestatori più incalliti, non è poi tutto così nero come qualcuno si ostina a far sembrare.

Dopo alcune partite passate alla ricerca della miglior soluzione, Mandorlini si è nuovamente “rifugiato” nelle sue certezze, riprendendo in mano l’amato 4-3-3, da sempre suo inconfondibile marchio di fabbrica. Supportato in questo anche dal recupero di lungodegenti come Ionita, Jankovic, Obbadi, Gomez e dal rientro in gruppo di Jacopo Sala – la vera sorpresa di questa stagione limitata purtroppo sino ad ora da un’interminabile serie di infortuni muscolari – il tecnico gialloblù è tornato a riabbracciare il suo fedele credo tattico con il quale tante soddisfazioni ha regalato in questi anni all’affezionato pubblico gialloblù. Il calcio non è una scienza esatta e soprattutto non sarà mai una questione di soli numeri, perché senza ingredienti base come cuore, testa e gambe non si fa molta strada, tuttavia l’opportunità di individuare la giusta alchimia tra modulo di gioco e caratteristiche dei giocatori – i giocatori fanno il modulo e non viceversa, non dimentichiamolo – rappresenta senza alcuna ombra di dubbio un ottimo punto di partenza per qualsiasi allenatore. Ecco quindi che il mister, tornato finalmente ad avere l’intera rosa a disposizione, sembra finalmente in grado di condurre la squadra verso acque molto più tranquille. O almeno così sperano un po’ tutti. Ma l’aspetto di maggior rilievo è che dopo alcune prestazioni sottotono, in particolare sotto il profilo dell’atteggiamento, Toni & C. sembrano essere tornati in possesso dell’identità perduta, finalmente solidi e soprattutto efficaci.

Un plauso particolare non può che andare naturalmente all’inossidabile e immortale capitano gialloblù che anche domenica in quel di Cagliari ha regalato l’ennesima prestazione tutta sostanza e qualità, impreziosita dal decimo gol stagionale che gli vale per l’ottava volta nella sua pluriennale storia di bomber, il raggiungimento della fatidica “doppia cifra”. Ma una doverosa citazione a parte merita anche Tachtsidis che piano piano, grazie anche all’incondizionata fiducia riposta in lui da Mandorlini, pare avviato verso il recupero della forma migliore, finalmente integrato nel complicato meccanismo di gioco scaligero. Un vecchio proverbio, mai passato di moda, ricorda però che “una rondine non fa primavera” e quindi è fondamentale adesso non abbassare la guardia, perché il difficile arriva proprio ora. Nelle prossime sei giornate i gialloblù dovranno affrontare in serie Milan, Napoli, Lazio, Cesena, Inter e Fiorentina; una serie di partite sulla carta tutt’altro che semplici, dove sarà importante dimostrare che quanto visto con Roma e Cagliari non è stato un fuoco di paglia, ma un’inversione di marcia vera e propria. Come ha giustamente fatto notare Mandorlini negli spogliatoi del S. Elia, durante la consueta conferenza post partita, la strada per la salvezza è ancora lunga e quindi attenzione a pensare di essere già fuori pericolo.

In buona sostanza, poter lavorare sotto il sole e non sotto l’incubo di minacciosi nuvoloni è senza dubbio un grande vantaggio, ma non bisogna assolutamente dimenticare poi ciò che accade sul campo, perché il rettangolo verde rimane sempre giudice, unico ed incontrastato. Il bello del calcio è soprattutto anche questo…Enrico Brigi
twitter @enrico_brigi

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