La radice del rubino - Gloria Scaioli

Creato il 01 febbraio 2013 da La Stamberga Dei Lettori

I ContenutiEupatro, re dell’Ovest, allontana dal suo regno il figlio Euno quando questi è ancora un bambino di cinque anni a causa di una profezia che lo individua come colui che sconfiggerà l’esercito del padre. Diciotto anni dopo, nuovi avvenimenti portano Sosigene il mago a ritenere che solo Euno potrà salvare la Federazione delle Città Millenarie dalle mire espansionistiche di Deucalione sovrano di Petreia, città ai confini del Regno dell’Ovest. La ricerca di Euno è affidata a Manfredi, cacciatore di taglie che ha un passato di lottatore a servizio del centauro Chirone. In cambio dei suoi servigi, Sosigene gli promette di liberarlo dalla maledizione che gli scagliò anni prima e che ogni notte lo costringe a lottare, nei suoi sogni ma a rischio della vita, contro un dormiente (cioè uno spirito che infesta i sogni e le menti degli uomini) di nome Minosse. Manfredi non sarà da solo nella sua ricerca di Euno, poiché a lui si uniranno il loquace Duccio, i gemelli Filocolo e Filostrato con le loro ingombranti personalità, il piccolo uomo (o micrandro) Cino che nasconde un terribile segreto, il criceto Palla, la mezzamaga Eco e la guerriera Tamiri. La compagnia dovrà affrontare nel suo lungo viaggio molti disagi e pericoli rappresentati sia da malfattori comuni sia dal mago Sinone in grado di mutare il proprio aspetto rendendosi irriconoscibile. 
La Recensione
La radice del rubino è il primo romanzo di una trilogia che ha come oggetto la ricerca del principe Euno; la vicenda raccontata ha un carattere introduttivo e solo una parte molto trascurabile riguarda direttamente la ricerca di Euno. L’autrice privilegia la parte descrittiva e ci prende per mano per farci conoscere i personaggi, l’ambiente naturale in cui si muovono, gli abitanti (uomini e non) dei Regni, la storia e le leggende di questo mondo fantastico. Tale parte è sicuramente la più meritevole ma, allo stesso tempo, è la principale causa di una scrittura lenta che lascia poco spazio alla tensione narrativa: forse un maggiore bilanciamento tra le parti (meno introduzione e maggiore spazio al focus dell’intera vicenda) mi avrebbe aiutato a mantenere alta l’attenzione, che invece è oscillata per tutta la lettura tra alti e bassi, sempre in attesa che accadesse qualcosa (e il “colpo di scena” finale non può soddisfare quest’aspettativa). Al termine del romanzo uno dei personaggi intuisce che sotto quegli eventi apparentemente casuali c’è forse una trama più sottile che lega tutti i fili in un disegno talmente complesso che, al momento, è difficile intravederne i contorni. Io, da lettrice, avrei voluto che questa intuizione fosse maggiormente articolata per non lasciarmi la sensazione di aver letto semplicemente una storia gradevole di un gruppo variegato (anzi di una “compagnia”) di soggetti che compie un viaggio avventuroso in un mondo per me del tutto sconosciuto all’inizio, che diventa poi una geografia familiare una volta giunta alla parola “fine”, anzi “arrivederci” con il seguito nel Labirinto d’ambra (secondo volume della trilogia). I personaggi incontrati e i luoghi descritti sono molti: si rischia di perdersi e, in alcuni casi, di chiedersi il ruolo di certe vicende nell’economia del romanzo. L’autrice, previdente, ha inserito un elenco dei personaggi e un glossario (peccato che non ci fosse anche una mappa dei territori: confesso che mi sarebbe piaciuto avere un supporto visivo per seguire l’itinerario di Manfredi).

Gli elementi maggiormente originali del romanzo io li ho individuati nel tentativo di dare una veste differente a personaggi che da sempre fanno parte dell’universo fantasy, cioè i maghi e i piccoli uomini mentre, a mio parere, l’obiettivo di far nascere un filone di fantasy che non sia debitore dei classici di lingua inglese non è raggiunto. Nella post-fazione l’editore inquadra La radice del rubino nel filone “Med-fantasy” (dove “Med” sta per “Mediterraneo”) poiché i nomi di luoghi e personaggi derivano da un bagaglio culturale più vicino all’autore (e in effetti tutti i nomi o i personaggi fantastici di questo romanzo sono debitori per la loro radice ai miti greci e latini o comunque sono riconducibili alle lingue classiche), ma l’intreccio invece risulta molto vicino ai romanzi, classici e contemporanei, che hanno segnato una pietra miliare nella storia del genere Fantasy, (mi riferisco, ad esempio, a Il Signore degli anelli e alla saga di Harry Potter, ma in quest'ultimo caso faccio un azzardo su un personaggio che probabilmente verrà sviluppato nei romanzi successivi.) Voglio precisare che non lo trovo grave: un libro può essere interessante e appassionante anche se non sviluppa alcun genere ma si inserisce in un filone ampiamente sfruttato, purchè però riesca ad avere una sua propria specificità.

Giudizio:
+2stelle+
Articolo di Patrizia
Dettagli del libro
  • Titolo: La radice del rubino
  • Autore: Gloria Scaioli
  • Editore: Plesio Editore
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Aurendor
  • ISBN-13: 978-88-906462-5-6
  • Pagine: 330
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 15,00


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