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“La ragazza del cinema” di Marguerite Duras

Creato il 29 maggio 2014 da Filmedvd
Libri

Lo scorso 4 aprile è ricorso il centenario della nascita di una delle più celebri ed originali voci della letteratura francese del Novecento: Marguerite Duras, nata a Saigon nel 1914 e scomparsa a Parigi nel 1996, scrittrice di estrema prolificità, esponente di primo piano del movimento del Nouveau Roman, ma anche regista e sceneggiatrice. Quello fra Marguerite Duras e il cinema è stato, del resto, un rapporto da sempre privilegiato, che probabilmente ha raggiunto il suo apice nel 1959, quando la Duras ha firmato la sceneggiatura di uno dei massimi capolavori di sempre: Hiroshima mon amour, opera seminale e straordinariamente innovativa del grande regista Alain Resnais (che ci ha lasciato appena tre mesi fa).

Ma il contributo di Marguerite Duras alla settima arte, oltre al copione di Hiroshima mon amour (che nel 1960 le valse la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura) e de L’inverno ti farà tornare di Henri Colpi (Palma d’Oro al Festival di Cannes 1961), comprende anche una quindicina di lungometraggi realizzati da regista fra il 1967 (La musica) e il 1985 (Les enfants, premiato al Festival di Berlino), alcuni cortometraggi e un’incredibile quantità di adattamenti cinematografici dei suoi romanzi: fra questi, ben due trasposizioni de La diga sul Pacifico, una del 1957 di René Clément con Silvana ManganoUn barrage contre le Pacifique del 2008 con Isabelle Huppert, Moderato cantabile del 1960 e Il marinaio del Gibilterra del 1967, entrambi con Jeanne Moreau, e L’amante di Jean-Jacques Annaud del 1992.

“La ragazza del cinema” di Marguerite Duras

In occasione del centenario di Marguerite Duras, Del Vecchio Editore ha scelto di rendere omaggio alla scrittrice francese con una pubblicazione dal titolo emblematico, La ragazza del cinema, con un’introduzione di Sandra Petrignani: una raccolta che include due sceneggiature cinematografiche firmate dalla Duras, ovvero Agatha, edito in origine nel 1981, e Il camion, edito nel 1977 ma disponibile per la prima volta in una traduzione in italiano, a cura di Angelo Molica Franco. Dal primo copione è stato tratto nel 1981 il film Agatha et les lectures illimitées, diretto dalla stessa Duras, con Bulle Ogier e Yann Andréa, mentre Il camion è stato portato al cinema nel 1977 con Le camion, in concorso al Festival di Cannes, con la Duras (anche regista) e l’attore Gérard Depardieu impegnati nella lettura del testo di fronte alla macchina da presa.

Due testi, Agatha e Il camion, dai quali emergono la fascinazione esercitata dalla Duras mediante una scrittura avvolgente ed ermetica, la sua capacità di esplorare i sentieri della memoria e la complessità dei sentimenti umani mantenendo tuttavia quel velo di mistero, quell’insondabilità di fondo che rappresentano una peculiare cifra stilistica dell’autrice francese. In Agatha assistiamo al confronto fra il personaggio del titolo e suo fratello, impegnati a rievocare il ricordo delle estati trascorse da adolescenti in una casa in riva al mare, in un groviglio di pulsioni contrastanti in cui passato e presente, realtà e immaginazione sembrano confondersi e sovrapporsi continuamente, come in un interminabile flusso di coscienza declinato in un duetto gravido di tensione emotiva.

La seconda sceneggiatura contenuta nel volume, Il camion, è composta interamente dal fitto scambio di battute fra Marguerite Duras e Gérard Depardieu, le cui parole evocano la storia di una donna senza nome che ogni sera si fa dare un passaggio a bordo di un camion, per poi raccontare al silenzioso autista qualcosa di se stessa: un “racconto nel racconto” nel quale convergono ancora una volta le suggestioni e le inquietudini proprie della penna inconfondibile della Duras, grande sperimentatrice di linguaggi e delle possibili, sorprendenti alchimie fra narrazione letteraria e narrazione cinematografica. Una sperimentazione di cui La ragazza del cinema costituisce l’ennesimo, impeccabile esempio.

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