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La Rete del ragno

Da Elchevere
Mi trovo spesso a guardare nel WEB come ricercatore, e sperimento nuove emozioni.
Quando navigo tra le notizie di questo nuovo strumento elettronico, mi sento come uno scienziato che osserva al microscopio e studia il mondo dallo spazio, sentendomi parte stessa della mia ricerca e la cosa mi rende così vivo che quasi mi turba. Imbarazzante questa situazione, poiché mi risveglia alla mente un pensiero che per vie sinaptiche molto strane, mi ricorda quello che mi accade generalmente quando, ascoltando le notizie delle TV, esprimo sinceri giudizi di tolleranza e amore o compassione nei confronti di persone e fatti riportati in maniera minuziosa dai giornalisti tanto bravi da farmi sentire parte della notizia stessa suscitandomi forti emozioni. Ma poi scopro, di colpo, che la verità non era tutta la verità e che i fatti minuziosi non erano poi così minuziosi, grazie a questa grande risorsa che è il WEB, ascolto voci fuori dal coro al pari di quelle più affermate e perfettamente cosciente delle mie scelte mi diverto a confrontare i lati di un ipotetico fatto che da semplice notizia piatta diventa un poliedrico elemento dalle mille sfaccettature. Ma il WEB va oltre. In questo posto, sospeso e impalpabile, tra l'etere e cavi di fibra ottica e di rame, dove tutti sono allo stesso momento interconnessi e offline, linkati ma non raggiungibili, presenti ma non al computer. Qui è tutto sempre vivo e disponibile anche quando tutti dormono, l'importante è essere sicuri, confermare di aver letto e accettare le condizioni. Ancora un'altra trappola? IT questo è il suo nome. Il WEB è la rete del ragno che ci invita ad essere più partecipi, più coscienti ma sempre più pigri, sacchi vuoti che si lasciano riempire di Terabyte di finto grano di Farmville, senza pensare che non abbiamo ancora capito bene cosa ci hanno fatto al cervello con la TV e già cominciamo ad imbottirci di pillole di WEB 2.0, proprio ora che con questo strumento avevamo l'occasione di dire la nostra, nessuno ci ascolta poiché il ragno ha deciso che tutti possono dire tutto in questa nuova Babele.

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