Il primo sole di Roma li vide già in fila davanti alle Scuderie del Quirinale. Era passato a prenderla convinto di dover aspettare chissà quanto, ed invece lei era nella hall che lo attendeva. Avevano fatto colazione insieme e poi, in silenzio, erano usciti in strada dove erano stati investiti da un profumo di buono: qualcuno nelle case vicine stava già cucinando.Questo è profumo di lardo, fave e finocchietto! Era da molto tempo che non ne sentivo più l’aroma.Non l’ho mai mangiato. Che piatto è?Un piatto del sud – rispose lei – un piatto tipico di questo periodo per una cucina povera ma dove i sapori deliziano il palato e gli odori si sprigionano lentamente dagli alimenti per sposarsi con il vento. La metropolitana strapiena di gente, che evidentemente si recava al lavoro, non facilitò la conversazione, sicché si ritrovarono in fila avendo scambiato poche frasi. E quello strano silenzio continuò a far loro compagnia. Così strano da non averlo mai provato, si trovò a pensare Gianni. Una sensazione di sospensione somigliante a un banco di nebbia o a una nuvola di silenzio dolce, che avvolgeva, che non scavava fossati. Lui che in precedenza non aveva mai retto al silenzio, che riempiva con tonnellate di parole per non affrontare il ghiaccio del suo cuore, ora si trovava stranamente a suo agio. Vieni da questa parte, ti faccio vedere una cosaLo aveva preso per mano e lo aveva tirato a sé facendolo girare su se stesso. E lui non lasciò quella mano. E nemmeno lei, mentre gli indicava la strana figura geometrica che il sole aveva disegnato sulla parete del palazzo, complice l’ombra proiettata dall’ala prospiciente il palazzo stesso: una freccia che sembrava indicare loro dueLa mano minuta di lei dentro la sua gli comunicava una vibrazione di vita che non aveva mai sperimentato prima, gli sembrava che quelle dita, quel palmo, racchiudessero il segreto della vita stessa e fu in quel momento che decise di parlargli di Etta. Lo fece con cautela, paventando una reazione negativa da parte di lei. Che invece non venne.E così, quasi in preda a un sussulto, come un fiume in piena, cominciò a raccontarle della sua vita passata, delle sue storie bruciate sull’altare del proprio maschilismo vanesio, finché lei non lo interruppe:L’esistenza è un continuo ed inestricabile ritorno a casa e certi amori, anche quelli che ti sembrano più sciagurati, sono ponti per avvicinarsi al traguardo. Non voltarti indietro a giudicarli. Fanno parte del pacchetto vita. Quella risposta semplice, ma che sembrava fotografare il suo tormento e dargli una soluzione, ebbe il potere di infondergli fiducia, calma ... e anche di renderlo di nuovo silenzioso; un silenzio pieno del vociare delle persone in fila e del rombo delle moto, auto e bus di passaggio che, però, non lo disturbava.Ma dove sei stata tutto questo tempo?Non potevi vedermi, non avevi gli occhi che hai oggi.All’uscita dalla Mostra, cominciarono a girovagare per la città condividendo pensieri, battute scherzose, impressioni su tutto ciò che vedevano. Il sole di mezzogiornoli trovò davanti alla scalinata di Trinità dei Monti e fu lì che a lui venne una idea:Vieni, ti porto a visitare la villa delle delizieEntrarono nel parco di Villa Borghese e lui, che conosceva bene la sua storia, si prodigò in spiegazioni storiche e architettoniche gioendo per l’interesse e l’attenzione di lei. Una mongolfiera, dai colori dell’arcobaleno che attraversava in quel momento il cielo, li distrasse dal panorama. Fu nell’istante successivo, quando i loro visi si riabbassarono per guardarsi, che lui le disse:E se ti baciassi?Una suora, seduta insieme alle consorelle su un muretto, si volse verso di loro, osservandoli con un sorriso complice. Loro, poi, raccontarono agli amici che la monaca aveva due stelle al posto degli occhi.
Il primo sole di Roma li vide già in fila davanti alle Scuderie del Quirinale. Era passato a prenderla convinto di dover aspettare chissà quanto, ed invece lei era nella hall che lo attendeva. Avevano fatto colazione insieme e poi, in silenzio, erano usciti in strada dove erano stati investiti da un profumo di buono: qualcuno nelle case vicine stava già cucinando.Questo è profumo di lardo, fave e finocchietto! Era da molto tempo che non ne sentivo più l’aroma.Non l’ho mai mangiato. Che piatto è?Un piatto del sud – rispose lei – un piatto tipico di questo periodo per una cucina povera ma dove i sapori deliziano il palato e gli odori si sprigionano lentamente dagli alimenti per sposarsi con il vento. La metropolitana strapiena di gente, che evidentemente si recava al lavoro, non facilitò la conversazione, sicché si ritrovarono in fila avendo scambiato poche frasi. E quello strano silenzio continuò a far loro compagnia. Così strano da non averlo mai provato, si trovò a pensare Gianni. Una sensazione di sospensione somigliante a un banco di nebbia o a una nuvola di silenzio dolce, che avvolgeva, che non scavava fossati. Lui che in precedenza non aveva mai retto al silenzio, che riempiva con tonnellate di parole per non affrontare il ghiaccio del suo cuore, ora si trovava stranamente a suo agio. Vieni da questa parte, ti faccio vedere una cosaLo aveva preso per mano e lo aveva tirato a sé facendolo girare su se stesso. E lui non lasciò quella mano. E nemmeno lei, mentre gli indicava la strana figura geometrica che il sole aveva disegnato sulla parete del palazzo, complice l’ombra proiettata dall’ala prospiciente il palazzo stesso: una freccia che sembrava indicare loro dueLa mano minuta di lei dentro la sua gli comunicava una vibrazione di vita che non aveva mai sperimentato prima, gli sembrava che quelle dita, quel palmo, racchiudessero il segreto della vita stessa e fu in quel momento che decise di parlargli di Etta. Lo fece con cautela, paventando una reazione negativa da parte di lei. Che invece non venne.E così, quasi in preda a un sussulto, come un fiume in piena, cominciò a raccontarle della sua vita passata, delle sue storie bruciate sull’altare del proprio maschilismo vanesio, finché lei non lo interruppe:L’esistenza è un continuo ed inestricabile ritorno a casa e certi amori, anche quelli che ti sembrano più sciagurati, sono ponti per avvicinarsi al traguardo. Non voltarti indietro a giudicarli. Fanno parte del pacchetto vita. Quella risposta semplice, ma che sembrava fotografare il suo tormento e dargli una soluzione, ebbe il potere di infondergli fiducia, calma ... e anche di renderlo di nuovo silenzioso; un silenzio pieno del vociare delle persone in fila e del rombo delle moto, auto e bus di passaggio che, però, non lo disturbava.Ma dove sei stata tutto questo tempo?Non potevi vedermi, non avevi gli occhi che hai oggi.All’uscita dalla Mostra, cominciarono a girovagare per la città condividendo pensieri, battute scherzose, impressioni su tutto ciò che vedevano. Il sole di mezzogiornoli trovò davanti alla scalinata di Trinità dei Monti e fu lì che a lui venne una idea:Vieni, ti porto a visitare la villa delle delizieEntrarono nel parco di Villa Borghese e lui, che conosceva bene la sua storia, si prodigò in spiegazioni storiche e architettoniche gioendo per l’interesse e l’attenzione di lei. Una mongolfiera, dai colori dell’arcobaleno che attraversava in quel momento il cielo, li distrasse dal panorama. Fu nell’istante successivo, quando i loro visi si riabbassarono per guardarsi, che lui le disse:E se ti baciassi?Una suora, seduta insieme alle consorelle su un muretto, si volse verso di loro, osservandoli con un sorriso complice. Loro, poi, raccontarono agli amici che la monaca aveva due stelle al posto degli occhi.
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