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Venerdì 26 giugno il mondo che, a tratti, vorrei

Da Patalice
Venerdì 26 giugno il mondo che, a tratti, vorreiSono una donna fortunata.
Amata fin dal primo vagito, da un uomo ed una donna, che mi hanno dato una casa, un'istruzione, mille vizi e mille precetti/principi/comandamenti.Rispetta l'opinione altrui.Questa "cosetta", mi ha fatto da mantra tutta la vita, ed ancora oggi, bellicosa e fughina come sono, cerco di tenerlo ben saldo in testa, prima di avventarmi, nemmeno troppo metaforicamente, sulle giugulari altrui. L'occidente e l'anno di nascita, 1985, mi hanno concesso di poter crescere libera, lontana da una dittatura che scegliesse per me; e, sebbene ci siano ancora mille questioni sospese, che renderebbero l'Italia ben più evoluta di com'è, se fossero snodata e risolte, a diritti siamo su una discreta via.Però, in un ignoto venerdì di fine giugno, il mondo ci si affaccia addosso, e non possiamo fare come gli struzzi, e nascondere la testa sotto la sabbia; dobbiamo guardare nelle palle degli occhi la società che ci circonda, e farci un minimo di conti...Venerdì 26 giugno il mondo che, a tratti, vorreiNon sono nessuno per fare dietrologia o pedagogia, sull'isis, ed il suo mostruoso apporto nefasto sugli esseri umani, o lo sbarco di un sempre maggior numero di persone.Mi rifiuto, sia di fare la razzista spiccia, ma ancor più categoricamente di fare  la buonista, quella che snocciola sostantivi alla cazzo come  "poverini", "diritti umani" e "siamo stati tutti immigrati", perché nessuna delle due fazioni ha fatto qualcosa. Una preghiera per il dolore altrui, qui in Europa, in Asia o in Africa, sulla luna o in un bagno di un ristorante libanese; che mi pare di aver già detto tanto, e forse a sproposito. Ergo, siccome sono inguaribile nel mio ottimismo, voglio ricordare venerdì 26 giugno, come il giorno nel quale l'amore ha vinto. Gli Stati Uniti, TUTTI gli Stati Uniti, hanno legalizzato il matrimonio gay.E mentre noi, a Roma, di fronte ad un papa troppo progressista che, probabilmente, non ci rappresenta appieno, facevamo le sentinelle in piedi, celebrando il Family Day, altrove, oltre oceano, i diritti di tutte le persone, indipendentemente dalla loro identità sessuale, venivano sanciti. Non sono una strenua fan dell'America, ma la sua apertura mi è parsa disarmante, proprio perché disarmata da pregiudizi e da dietrologia. Venerdì 26 giugno il mondo che, a tratti, vorreiTornando a bomba, sono una donna libera nelle sue scelte, felice nella sua quotidianità, sposata con l'uomo che aspettava da sempre, e oggi sono contentissima di aver assistito a questo progresso indicibile. I miei genitori, l'ho già detto, mi hanno insegnato ad avere rispetto anche di chi inveisce contro un bacio omosessuale, o marcia in favore del nucleo famigliare "classico" [?!], le loro idee hanno il peso delle mie, e le loro voci risuonano come la mia, nel grande pentagramma del tutto....però...Tralasciando gli uomini, che sono razza inferiore, banalmente curiosi e spaventati da chi non ama fisicamente come loro...le DONNE?!Queste donne che imbracciano le armi contro un matrimonio gay, o si schifano della loro sessualità esibita, mi lasciano attonita.Ma, care le mie signore, a voi, il pisello, fa schifo?!Non sarà che siete invidiose perché loro ci danno dentro, e voi nelle mutande avete le ragnatele?!

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