La Rinuncia – Autore Sara.

Da Michele Orefice @morefice73

Ho rivisto qualche giorno fa in compagnia di mia figlia una piccola parte del cartone animato Konfu Panda. In realtà io sfrecciavo davanti alla televisione per nulla interessata al cartone che già conosco per averlo visto tante volte. Però una scena mi ha completamente attirata. Cosa strana in sè. Ma c’era un motivo. Si trattava dell’ultimo allenamento fra il panda ciccione e il maestro Scifu. Non so se si scrive così questo nome. Si contendevano un piatto di paninetti. Il maestro continua a ripetere la frase: “sei libero di mangiarli” e lui si avventa per mangiarli. Ma con velocità incredibile il maestro mangia uno dopo l’altro tutti i pezzi di pane. Ne rimane solo uno e si scatena la sfida per conquistare almeno l’ultimo. Alla fine il Panda riesce ad avere la meglio e, a sorpresa, rinuncia al pane e lo regala al maestro che a sua volta lo butta via. Ho guardato questa scena con incredibile attenzione, come se fosse la prima volta che la vedevo. Di fronte al maestro che gli dice che è libero di mangiare, il Panda non vede altro che il cibo. Vuole esercitare la sua libertà, almeno così lui crede. Per tutto il tempo della battaglia fra i due , il Panda non è altro che un bestione che lotta per soddisfare i suoi bassi istinti animaleschi: riempirsi la pancia. Non è in sè ne brutto nè bello ma a parte far ridere non suscita ammirazione. Ma di fronte alla scena del bestione che, dopo aver faticato per conquistare l’ultima pagnotta, la guarda e  non la mangia, ecco lì emerge l’eroe. Lì tutta la mia stima. Lì lo stupore di mia figlia che a bocca aperta rimane stupita da un finale non scontato. Ecco da questa immagine le mie misere considerazioni sull’uomo che è grande quando ha la forza di rinunciare, quando sa elevarsi e diventare creatura spirituale, non più succube dei propri istinti ma capace di arginarli perchè ha capito che non sono il fine ultimo. Certo non è un traguardo immediato e per capirlo bisogna fare un percorso non facile e bisogna allenarsi, come  il nostro simpatico e goloso panda. Tanta gente continua a sgomitare per sentirsi “arrivata”, ci si ruba il lavoro, si ruba la donna o l’uomo di un altro/a, ci si scanna per far carriera magari a scapito di un altro. Rinunciare è la cosa più difficile. Qualche giorno fa ho rinunciato ad una pratica che avrei dovuto svolgere come avvocato. Sì, pur essenso qui in Germania ho continuato fino ad oggi a sbrigare qualche lavoretto a distanza come legale. Era un mio vecchio cliente, passatomi da un collega con il quale collaboro. Ho detto di no, pur facendomi gola i soldi che avrei potuto ricavarne perchè ho pensato che non era giusto vivere in Germania e togliere il lavoro a chi è rimasto in Italia e fatica a portare a casa uno straccio di guadagno per mantenere la famiglia. Ho pensato a tanti miei colleghi giovani che sentono la crisi e da avvocati guadagnano meno di chi va a raccogliere la verdura in campagna. E’ stato duro rinunciare ma mi ha fatto sentire bene. Ho lasciato il lavoro a chi se lo meritava più di me.

La Madonna a Medugorie insegna a digiunare perchè con il digiuno si impara a rinunciare. E non c’è nulla di più difficile del rinunciare. Il digiuno consiste in realtà nel passare un giorno a pane e acqua. tutto il pane che vuoi. Io ho provato ed è stato difficilissimo. Rinunciare anche solo per un giorno a qualsiasi altra cosa e mangiare solo pane è allucinante. Ma è una palestra. Insegna a rinunciare. Rinunciare all’occasione che rende l’uomo ladro, rinunciare ad una bella donna che ti seduce, rinunciare ad un collega che fa il galante, rinunciare a chi ti vuole comprare, rinunciare a soldi facili guadagnati in modo illecito, rinunciare a pagare in nero senza farsi fare la fattura. La Madonna da anni ci dice di imparare a rinunciare per non cadere in tentazione nel momento della prova. Non c’è nulla di più affascinante e dignitoso di vedere un uomo rinunciare. Rinunciare ad una donna anche se ne è innamorato, se lei appartiene ad un altro. E se anche oggi la coscienza dominante ci dice di prendere e afferare tutto perchè siamo padroni di tutto e di tutti, perchè abbiamo diritto a tutto, perchè DOBBIAMO ESSERE FELICI, ne abbiamo diritto, impariamo a capire che la vera felicità e sopratutto la dignità dell’uomo sta più nella rinuncia che nella soddisfazione di ogni appetito.


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