Non può non destare una certa curiosità il tono utilizzato quest'oggi da alcuni TG nazionali per commentare l'andamento dell'inflazione nell'anno 2013.Com'è noto, il tasso annuo di crescita dei prezzi si è attestato sull'1,2%, un dato molto basso se paragonato al +3% di inflazione con il quale si era chiuso l'anno 2012.Ebbene, i conduttori dei TG (non tutti) hanno giustamente (e finalmente) commentato che questa non necessariamente è una buona notizia. Prezzi fermi, infatti, significano consumi fermi ed economia in recessione e dunque il dato dell'inflazione non fa altro che confermare lo stato comatoso nel quale si trova l'economia italiana dopo la cura imposta dall'Unione Europea di Olli Rehn e della Signora Merkel.La cura è riuscita ma il paziente è morto.
E vale anche la pena di ricordare che, ancora nello scorso mese di agosto, la Banca Centrale Tedesca (Bundesbank) non escludeva la possibilità che la Banca Centrale Europea dovesse a breve adottare politiche monetarie restrittive al fine di contrastare la crescita dell'inflazione (sic!!!).
Già, proprio così: in piena recessione, per la Germania la priorità dell'Europa era (è?) combattere l'inflazione!!
