Magazine Diario personale

La rosa col farfallino

Da Treasures

Un paio di giorni di fa ero furibonda come non mi succedeva da tempo. Non c’era un motivo specifico, ce n’era più di uno. Dolori non cicatrizzati che riemergono tutti insieme, difficoltà di una vita raminga e avventurosa… Tutto ciò che avrei voluto fare era spaccare qualcosa sul muro, fracassarlo, mandarlo in pezzi proprio per vederne i cocci, sentirne il rumore di cosa infranta, sfatta, proprio come mi sentivo io. Siamo sempre in cerca di corrispondenze, come diceva Baudelaire.
Stavo per scaraventare sul muro questa tazzina caffè, uno dei miei esemplari spaiati di uno sfigatissimo servizio da tre tazzine di cui una senza piattino. Stupida tazzina, dirà qualcuno, c’è mancato davvero poco che finissi spiaccicata sul muro.
Ma alla fine la tazzina non l’ho spaccata. L’ho tirata fuori dall’armadietto per la cucina e l’ho messa lì, sul davanzale della finestra, in attesa. Ho visto che c’era il sole.
Sono uscita a farmi una passeggiata per le vie di Istanbul, e per terra ho trovato una rosa rossa dal gambo corto. L’ho raccolta e l’ho portata a casa.
Poche ore dopo la rosa era nella tazzina sul davanzale, riempita con un po’ d’acqua fresca. L’ho perfino vestita a festa, con un elegante farfallino rosso. La rosa col farfallinoLa rosa col farfallinoLa rosa col farfallino
Ed ecco la mia rosa: elegante e profumata. Se avessi spaccato la tazzina, la rosa col farfallino non sarebbe mai esistita.
Questo prova che la pace vince sulla guerra, e che bellezza e la poesia salveranno sempre il mondo. Perché questa è la vita, a volte. Voler spaccare tutto, ma non farlo. Uscire, invece, e trovare il bello in agguato dietro l’angolo. 


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