LA ROTTA VERSO CASA il nuovo film di Pupi Avati

Creato il 15 gennaio 2012 da Blogatuasorella
Castelnuovo di Sabbioni (provincia di Arezzo) 1944. Guido Caroli (Enzo Salvi) è un professore di disegno e ha una figlia sedicenne, Nicoletta (l’esordiente Marilena Cornieri) che frequenta lo stesso istituto. La ragazza è bruttina ma invaghita di un nobile signore in visita nel paese, il benestante Martino Strenna (Silvio Orlando) con il quale avrà il suo primo rapporto sessuale. La notizia si sparge a macchia d’olio e Martino si trova costretto alla fuga. Nicoletta decide allora di fuggire di casa, alla ricerca del suo amato, si rifugia per qualche tempo in un bordello di Arezzo dalla sorella del padre, Antonia (la cantante Mietta, nei titoli con il suo vero nome di Daniela Miglietta) che decide di appoggiare la scelta della giovane senza avvisare il fratello. Ma dopo mesi di ricerche Nicoletta, sconfortata e delusa ritorna verso casa. Pupi Avati torna a guardare al passato e al thriller ma questa volta lo sguardo è puntato su una situazione di infelicità che, in qualche misura, oggi è ancor più devastante. Lo stupro e la scoperta dell’amore verso il nobile uomo molto più grande di lui, il sentirsi non adeguate fisicamente ai modelli imperanti da parte di adolescenti in formazione, la figura mite del padre che nasconde un’agghiacciante segreto (che non sveleremo per rispetto alla trama del film). Avati è come sempre abile nel ricostruire atmosfere d’epoca e ad offrire ritratti psicologici di perdenti o, comunque, di ‘umili’ nel senso più profondo e umano del termine. Questa volta però perde a un certo punto di vista il nucleo centrale del rapporto padre-figlia per offrirci una sorta di ‘Bignami’ della storia d’Italia con tanto di eccidio nazista. Nel paesino, 75 uomini vennero barbaramente trucidati dalle truppe delle SS, entrate nel paese col preciso scopo di compiere una carneficina per rappresaglia. In questo modo il film finisce con il perdere di vista il proprio nucleo centrale cedendo alla tentazione di voler spiegare tutto contestualizzando storicamente le vicende di un piccolo uomo che rinuncia a vivere la propria vita per dedicarsi, amorevolmente ad un’unica persona soffocandone la crescita. Notazione a margine: dando per scontate le prestazioni di Silvio Orlando va segnalata l’eccelsa e ben calibrata prestazione di Enzo Salvi (che siamo abituati a vedere in altri ruoli) nei panni di un padre amorevole, sentitamente commosso e commovente.
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