‘La signora Armitage’ di Penelope Mortimer

Creato il 24 febbraio 2015 da Vanessa Valentinuzzi

Titolo: La signora Armitage
Titolo originale:
 The Pumpkin Eater
Autore: Penelope Mortimer
Traduttore: I.Zani
Editore: Minimum Fax
Data di uscita: settembre 2014. Prima edizione americana, 1962.
Prezzo:   € 11 euro
Genere: Romanzo
Pagine: 232 pp.

Una donna racconta all’analista il suo matrimonio in pezzi. La signora Armitage ha infatti scoperto che il suo ultimo marito (ne ha alle spalle altri tre con cui ha avuto dei figli) la tradisce. Nonostante la crisi, i sospetti, i litigi con il marito Jack, la donna desidera comunque avere un figlio da lui. Penelope Mortimer in La Signora Armitage, pubblicato nel 1962, ha raccontato i segreti di un legame scandito da tensioni crescenti con uno stile unico, intriso di sarcasmo da black comedy, dissacrante e dalla prosa impeccabile.
Gran parte del romanzo è scritta, con grande raffinatezza, in forma di dialogo, come se la Mortimer avesse deciso di lasciarci entrare in casa Armitage e origliare dietro la porta, mentre i due protagonisti discutono delle cose del cuore. La signora Armitage chiede al marito se l’ha tradita, lui si schermisce in un tripudio di battute pungenti. Jack è uno sceneggiatore di successo, lei una signora borghese scontenta, malinconia, non ha un lavoro – non si deve occupare neanche della casa giacché gli Armitage dispongono di collaboratori – è devota ai suoi figli, ne desidera ossessivamente altri ed è innamorata del marito, a tal punto da voler credere, almeno inzialmente, alle sue eclatanti bugie. La Mortimer scava a fondo nelle insoddisfazioni femminili facendo luce sui meccanismi su cui si regge il matrimonio borghese. È più doloroso vivere nella quotidiana consapevolezza dell’ipocrisia o ammettere di aver sbagliato vita, di dormire ogni notte accanto a un uomo che non ci ama? E perché la signora Armitage continua a voler metere al mondo dei figli? Che tipo di sublimazione l’affligge?

La signora Armitage incarna le contraddizioni della condizione femminile: con i suoi tre divorzi è anticonformista, ma è anche legata alla sua casalinghitudine, alla maternità come unica e sola realizzazione personale. È una donna che è stata educata a tacere su certi argomenti, ad accettare passivamente quel che la società (in quegli anni) offre a una donna, ma che rivela una personalità complessa, un’interiorità ricca e ribelle, moderna, con i nervi a pezzi come tante altre donne (mi viene da pensare a quante, oggi, popolano i fatti di cronaca nera) soffocate e prigioniere di un apparente paradiso domestico.
Nonostante lo stile della Mortimer sia diretto, la straordinaria fascinazione di questo capolavoro risiede in ciò che si coglie tra le righe. Le nevrosi femminili, desideri e insoddisfazioni, anche sessuali, vengonono affrontate in modo diretto e profondo, insieme a molti temi considerati tabù negli anni sessanta, fino a far luce su cosa la signora Armitage tenta di compensare tramite l’attaccamento ai figli.

Romanzo modernissimo, dalla prosa meravigliosa, La signora Armitage fu anche adattato per il cinema ( il titolo italiano è Frenesia del piacere) da un maestro del dialogo, il premio Nobel Harold Pinter. L’autrice ha attinto a molte vicende della propria vita personale – il suo legame al John a cui è dedicato il libro – anche se contrariamente alla protagonista Penelope Mortimer ha avuto una carriera di successo, una vita indipendente e intensa.


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