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La stanza di Paolo

Creato il 10 luglio 2012 da Chemako @chemako71

La stanza di Paolo
Fra la via Emilia e il West”. Era questo l'album live di Francesco Guccini che il mio amico Paolo mi faceva sempre ascoltare. L'audio era pessimo: quello di una vecchia audiocasseta fatta suonare centinaia di volte, spesso sulle stesse canzoni. Molti pomeriggi piovosi degli anni delle medie e del liceo li passavo così, a casa di Paolo ad ascoltare questo nuovo, per me, cantautore emiliano che parlava di eskimi, strade lunghe e diritte, di vecchie signore dai fianchi un po' molli e piccole città e bastardi posti. Eravamo così presi che anche in spiaggia durante l'estate, con gli amici, lo facevamo suonare ad alto volume: certo non era l'esca più adatta per far accorrere le ragazze, ma in realtà fungeva da buon filtro antropologico.A Paolo devo anche la conoscenza di un altro mio mito musicale. Le audiocassette che venivano suonate sul suo scalcinato apparecchio erano due. Oltre al cantautore di Pavana, un rocker d'oltreoceano ci faceva perdere la nozione del tempo: un certo Bruce Springsteen. La fonte era ancora un live, entrato ormai nella storia: il leggendario concerto di San Siro del 1985. Fu quindi nella camera di Paolo che cominciai a viaggiare sulla polverosa Highway 9, ad immaginarmi il mondo attorno ad Asbury Park o il fiume dentro cui lui e Mary si tuffavano. Fu sempre in quella stanza che criticammo, più tardi, il distacco del Boss dalla sua E-Street Bandper la parentesi, troppo melensa per noi, di "Human Touch".
La stanza di Paolo
Allora forse non avremmo pensato di ritrovarci, da adulti, ad ascoltare, questa volta in concerti vissuti in prima persona, le stesse canzoni che da ragazzi cantavamo in quella camera. Da un lato pensi che il tempo non sia mai passato, dall'altro ti rendi conto di come le fantasie, i sentimenti e gli ideali che stavano nascendo allora si sono costruiti anche grazie a quelle note e a quei testi che ti hanno accompagnato per una vita. Musica che, a seconda delle occasioni, è suonata “solo” come sottofondo a qualche serata con gli amici, ti ha fatto da colonna sonora in un lungo viaggio in macchina, ti ha dato spunti di riflessione e di emozione quando l'hai ascoltata assorto sul tuo letto.E poi arrivano i concerti che, alla fine, non sono altro che un'occasione per ribadire a squarciagola davanti a te stesso che tanto di quello in cui hai creduto è vero, è vivo lì davanti a te, insieme a te, dentro di te.

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