Alla GamesCom 2015 lo abbiamo rivisto in azione
Quest'estate Paradox Interactive ha mostrato al mondo un nuovo Grand Strategy, Stellaris, ma aver rivolto l'attenzione su un progetto inedito non vuol dire che abbia distolto lo sguardo da altri titoli che sta attualmente producendo e si rifanno direttamente alla sua tradizione. Prendete Hearts of Iron IV, ad esempio: il prossimo capitolo della serie più hardcore tra quelle a catalogo sembra stia maturando in maniera eccellente, forte di una base di partenza solidissima - il motore è quello di Crusaders Kings II ed Europa Universalis IV - e di una formula che sembra poter riuscire a trovare quel bilanciamento necessario per soddisfare i fan, senza precludere l'accesso ai nuovi arrivati. Risultato comunque che andrà verificato. Certo si tratta pur sempre di un genere di nicchia, ma negli ultimi anni il publisher svedese è riuscito ad allargare questo bacino di appassionati, imparando a rilasciare esperienze rifinite e a sopportarle nel tempo. Insomma c'è da essere positivi, ma soprattutto c'è da essere pronti perché tra poco si tornerà a combattere sui campi della Seconda Guerra Mondiale.
twittalo! Hearts of Iron IV cerca un difficile compromesso tra una formula hardcore e soluzioni accessibili
Accanto all’Italia
Stranamente alla GamesCom 2015 non abbiamo potuto mettere direttamente le mani sul titolo, nonostante alcuni mesi or sono già ci era stata data la stessa opportunità. Piuttosto siamo stati accompagnati nel ruolo di spettatori attraverso una partita per farci un'idea di come funzioneranno alcune delle meccaniche dello strategico. Scelta l'Italia, abbiamo innanzitutto osservato le varie opzioni che i così detti National Spirit ci danno modo di seguire: lungo il percorso Trionfo in Africa, ad esempio, si può decidere che rapporti intrattenere con la Iugoslavia, quindi stringere il Patto di Ferro, cercare un'alleanza con la Romania piuttosto che seguire una strada più solitaria e così via.




