Nel piano della Portella chiusa in mezzo a due montagne
c'è una roccia sopra l'erba per memoria ai compagni
Alla destra nella roccia al tempo dei Fasci
un apostolo ci parlava donde proviene tutta la ricchezza.
E da allora fino a oggi a Portella delle Ginestre
quando viene il primo di maggio i compagni fanno festa...
Ogni asta di bandiera era zappa, braccia e mani
era terra seminata, pane caldo, forno e grano
Giuliano con la sua banda scatenò la carneficina. Dopo un quarto d'ora di quell'inferno, vita, morte e passione
i briganti se ne andarono senza più munizioni
rimasero in mezzo al sangue e all'erba del piano
venti morti, poveretti, che volevano un mondo umano.
E nell'erba li piansero madri e padri inginocchiati
che baciandoli gli lavarono il viso con le loro lacrime. Da quel giorno succede che a Portella, chi ci torna dopo tanti anni
vede i morti in carne e ossa, testa, volti e gambe,
vivere ancora, ancora vivi e può sentire una voce fra cielo e terra
che grida: O giustizia, quando arrivi?
O giustizia quando arrivi?!!
A tappeto e a ventaglio
mitragliavano la gente
come una falce che miete
con il fuoco tra i denti
C'è chi piange spaventato,
c'è chi scappa e grida aiuto,
c'è chi alza le braccia
invocando protezione.