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La televisione al museo, il museo in televisione

Creato il 25 novembre 2010 da Nouvellepunk

Il mondo catodico non ha dato alla luce solo programmi di intrattenimento o sgradevoli. Una esposizione recupera 145 esprimenti di questo mezzo realizzati da artisti ed intellettuali, tra il serio e il folle.

Tv interruption

Tv interruption

Nell’esposizione ¿Estáis listos para la televisión?, al MACBA, si documentano le relazioni di questo mezzo con l’arte e con il pensiero. È un grande e spettacolare successo storiografico, culturale… e televisivo. Esporre in un museo la televisione, 80 ore di programmazione e che questa alluvione di immagini e suoni sia intelligibile ed istruttiva, non è una cosa semplice e non credo sia stata mai provata prima. La prima cosa che è stata necessaria realizzare è stato proprio trovare il modo per realizzarlo, ed è ciò che ha fatto il MACBA convertendo le sale in un simulacro di un’enorme set. Questo è strutturato in 7 sottosezioni tematiche, ognuna presieduta da schermi di cristalli inventati per l’occasione, tutti organizzati secondo la stessa grammatica: il suolo bianco, le pareti bianche che si confondono con il bianco dello stesso edificio del museo e lo convertono in un prolungamento dell’esposizione. I posti a sedere per il pubblico non sono quelli bianchi tipici da museo, né sedie convenzionali, ma sedie di un aula o di una gradinata sportiva, come per suggerire al pubblico che non debba rilassarsi ma restare attento e intellettualmente attivo.

Televisione nel museo? La televisione che si mostra in queste sale non è lo spettacolo domestico e deprimente che tanto conosciamo, che inorridisce l’anima e ci incita al disprezzo di noi stessi come complici di un crimine volgare. Quello che si mostra è materiale straordinario, interstiziale e contraddittorio. E dopo aver passato diverse ore nel museo si arriva alla conclusione che se il museo non è un luogo per l’intrattenimento ma per la conoscenza, allora anche la televisione può esserlo, dato che tante ore di programmazione, provenienti da tanti posti diversi, realizzati nel corso di diversi anni, con esperimenti, negoziazioni e complicità inevitabili, questa abbondanza di intenti manifesta un diffuso desiderio di rinnovamento.

Come sostiene la responsabile dell’esposizione Chus Martínez: “Tutto ciò che abbiamo riunito qui parla della possibilità di trasformare lo spazio pubblico, ogni programma selezionata suggerisce un’alterazione, anche minima, delle convenzioni del meda. È necessario che lo spettatore comprenda che i piccoli gesti contano, questo è molto importante. È un precetto politico. È un’esposizione politica”.

 

Estáis listos para la televisión? – Museu d’Art Contemporanei de Barcelona (MACBA) – fino al 25 aprile 2011


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