Se non sapessimo che la telefonata del premier è stata fatta a Gad Lerner, durante la puntata del 24 gennaio 2011 de L’infedele (una delle poche trasmissioni che giustificano il pagamento del canone, pardon, non è prodotta dalla Rai), l’intervento telefonico del Presidente del Consiglio potrebbe essere una mirabile sintesi dei palinsesti televisivi italiani. Quante volte abbiamo pensato, con Berlusconi, vedendo programmi sulle reti pubbliche e private, questa è “una trasmissione disgustosa”, e quante altre abbiamo ritenuto una “conduzione spregevole, turpe, ripugnante”? E quante “cosiddette signore” ci hanno fatto rabbrividire? Non abbiamo mai definito, certe trasmissioni di cosiddetto intrattenimento, “incredibili postriboli televisivi”? Quindi, decontestualizzando l’intervento, possiamo essere grati a Berlusconi per aver fornito un esemplare ritratto di quel mondo televisivo a lui tanto ostile, frutto probabilmente di una strategia planetaria dei comunisti, di post-comunisti e dei linotipisti.
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