Il dissenso non si limita a non condividere ciò che viene scritto, ma lo si esprime con atti di vandalismo bruciando pagine e scrivendo frasi ingiuriose. Probabilmente la frustrazione di queste persone è tanto forte che in qualche modo debbono reagire con stizza.
A reagire con stizza e sdegno contro l’Unità non sono solo questi cretini locali, ma anche Antonio Socci, giornalista, triste ed anche lui frustratissimo, che scrive su Libero.
Se l’è presa con l’Unità perché nella nuova chiesa del sepolcro di Padre Pio è stato realizzato, dall’artista Marko Rupnik, un mosaico in cui si vede il santo che benedice la folla e tra la folla c’è una donna con in mano l’Unità.
Scandalo degli scandali, se la prende con l’artista e con chi gli ha lasciato fare un simile sacrilegio perché Padre Pio mai e poi mai amava i comunisti.
Non c’è santo più popolare di Padre Pio nel mondo e tutti sanno che non amava il comunismo, ma tutti sanno, eccetto Socci, che incontrava tutti, compresi i “peccatori” comunisti”. In fondo era la sua missione di frate.
Ma Socci non lo capisce, vuole che Padre Pio sia di destra, che non perdoni i comunisti, perché sono tutti figli del diavolo.
La sua mentalità sui comunisti e sul comunismo è rimasta agli anni ’50, a Stalin. Merita di restarci.
E’ proprio necessario dare una tessera di partito anche ai Santi?
(L’immagine è presa da questo sito)
(L’articolo di Socci qui)