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“La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere” di Giusy Pieragostini

Creato il 27 novembre 2011 da Edizionialtravista

“La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere”di Giuseppina Pieragostini.

Il caso e il Vento inaugura la nuova Collana Fuoristrada un romanzo stravagante:
Ripescando stili e temi della Letteratura d’Appendice – narrazione prediletta per le epopee dei vinti e dei perseguitati – l’Autrice affronta, con ironia spietata, il dramma stesso della creatività femminile. La questione centrale è serissima: può una casalinga scrivere il Grande Romanzo?
Troverà mai il coraggio di seguire i desideri della Sepolta Viva che fin da giovane vorrebbe esistere sulle pagine della Letteratura o resterà soffocata da Lardo il balordo, Romeo l’approfittatore e Olghina l’insolente? E se si salva dalla sua famiglia cadrà sotto la mira infallibile dell’Angelo Sterminatore che è la versione femminile dell’Angelo custode degli uomini?
“La vendetta della sepolta viva di Rosaspina di Belvedere” è un romanzo domestico. Una commedia umana. Un’epica contemporanea. Ma anche una lista della spesa, dissacrante, di luoghi comuni letterari e di stereotipi narrativi e psicosociali.
Chi impera e compie qui un vero Giudizio universale – rovesciando sensi, mescolando generi e vite – è lo Stile. Ampolloso, colto, barocco e popolare insieme, ricco di epiteti e ritmato, giocoso e feroce, tra il sarcasmo gaddiano e la levità grottesca di Cervantes, a eco delle volute sintattiche e del periodare senza fine tipico delle grandi firme della Letteratura d’Appendice ma anche dei grandi affabulatori popolari..
Un azzardo omaggiare attraverso una parodia questa Letteratura, qui saccheggiata e ossessivamente citata, che, tra convenienza e sconvenienza, ha saputo cogliere i cambiamenti sociali e ha permesso a molte scrittrici, come la Invernizio per citarne una, di sperimentare con successo quella “stanza tutta per sé” che è lo scrivere.
Doppiamente feroce quindi affidare a un Genere che racconta vittime e perseguitate la storia di un probabile riscatto perché se c’è sempre una ragione per compiere un crimine ce n’è sempre una per scrivere. E non c’è un prezzo troppo alto per fare della propria vita un romanzo.

Giuseppina Pieragostini nasce in provincia di Ascoli Piceno, ove viene allevata con rosari in grammelot e con storie fantastiche contrabbandate per vere. All’età di circa sei anni scopre l’esistenza dei libri quali contenitori infiniti di storie. Decide di leggere tutti quelli che esistono e quindi di passare a scriverne per conto proprio. Finita la biblioteca del paese natio passa a leggere a Roma dove studia e lavora nel campo della psicologia clinica; intanto, come tutte, fa politica, si marita, alleva figli e bada alla casa. Con il pensiero sempre fisso in testa, che appena avrà un attimo di tempo, scriverà il Grande Romanzo.
Passano i lustri, passano i decenni: il momento non arriva mai. Finché, capita l’antifona, tra un impegno e l’altro, si accontenta di scrivere quello che capita. La vendetta della sepolta viva è il risultato: lei nega disperatamente che sia autobiografico.
Ma si sa, fanno tutte così.

Con il racconto ‘Cascemare’, ha vinto il primo premio Anteka città di Erice, e con ‘L’invettiva’, il primo premio città di Noale.

www.ilcasoeilvento.it

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