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"La verità sul caso Harry Quebert" di Joel Dicker

Creato il 21 agosto 2014 da Eliza @BiblioEliza
Buon pomeriggio amici lettori!Oggi pomeriggio vi propongo la recensione di un libro che ha avuto molto successo, di cui si è parlato molto, La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker. Lo so, arrivo tardi, questo libro gira già da un pezzo e se ne parlato. Non so perché ma ho procrastinato questa lettura mese su mese, sarà stata l'etichetta di best seller che mi fa sempre dubitare del contenuto. Finita la lettura ho voluto aspettare qualche giorno prima di buttare giù la recensione, ma ora è il momento!

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert 
Titolo originale: La Vérité sur l'Affaire Harry Quebert Autore: Joel Dicker 
Editore: Bompiani 
Collana: Letteraria straniera 
Pagine: 779
Ebook: € 6,99 
Cartaceo: € 19,50 
Data di pubblicazione: 22 maggio 2013
TRAMA
Marcus Goldman ha conosciuto la gloria letteraria ma da qualche tempo è in piena crisi di ispirazione; per questo si rivolge a Harry Quebert, il suo anziano professore di letteratura che già anni prima l'aveva salvato da un percorso pericoloso, per chiedergli aiuto. Harry gli offre subito uno spunto narrativo: gli racconta infatti di una ragazza, Nola, con cui oltre trent'anni prima ebbe una storia tormentata (segnata dalla grande differenza d'età), che a un certo punto - era il 1975 - sparì all'improvviso. Pochi giorni dopo essere rientrato a New York, Marcus viene però a sapere che il cadavere della ragazzina è stato ritrovato proprio nel giardino di Harry e che quest'ultimo, accusato dell'omicidio, rischia ora la pena di morte. Ma Marcus non può credere a questa ipotesi e decide di indagare per scoprire la verità e scagionare il suo amico.

Marcus Goldman è il fenomeno editoriale del momento: tutti lo vogliano, tutti lo cercano. Soldi, donne, viaggi, serate di gala. Ma la sua fama come arriva se ne va, soppiantato dal nuovo fenomeno, che avrà altri soldi, altre donne e via così. Marcus deve scrivere il secondo romanzo, lo dice il suo agente, lo dice suo editore, lo dice il contratto che ha firmato e che lo vincola. Ma Marcus non sa cosa scrivere. Anche l'aiuto del suo professore e amico Harry Quebert non sortisce alcune effetto. Marcus passa dalla disperazione alla rassegnazione, fino a che il caso di Nola Kellergan non lo riporta nell'amena cittadina di Aurora. Nola è scomparsa nel 1975, svanita nel nulla all'età di 15 anni e ora il suo corpo viene ritrovato proprio nella proprietà di Harry Quebert. Marcus sa che il suo mentore è innocente e quindi veste i panni del detective e indaga sul passato di questa cittadina che nasconde molti segreti.
Ebbene si, un altro caso letterario! Ho tentennato molto su questo libro, nonostante mia sorella mi inviasse astuti messaggi subliminali per farmelo leggere (vi sembrerà normale che il libro spuntasse fuori in ogni angolo di casa? Giardino compreso!). Temevo un po' l'effetto Twin Peaks, bella serie che ha popolato gli incubi della mia infanzia, ma il già visto non mi attirava molto. Alla fine ho preso il coraggio a quattro mani e ho affrontato le 779 pagine scritte da Dicker.
E' un libro bello corposo e complesso. Al suo interno si trovano tanti generi, non solo il poliziesco, che permettono vari piani di lettura. L'omicidio è sicuramente la parte più importante. Sebbene l'inizio stenti un po', mano mano che le indagini proseguono il racconto si fa sempre più avvincente, grazie anche alla presenza di tanti personaggi, tutti possibili sospetti. I colpi di scena ovviamente non mancano  e l'autore sa come tenere il lettore sul filo del rasoio, tuttavia il finale non mi ha sorpreso più di tanto, mi aspettavo un'idea che mi facesse rimanere a bocca aperta e invece... No. Si, è un bel finale ma niente di così eclatante, soprattutto dopo aver letto tanti elogi.
Ciò che  più mi è piaciuto però è un'altro aspetto, costituito da tutte quelle parti in cui si parla di cosa vuol dire scrivere un libro, come si scrive, ecc. Marcus e Harry filosofeggiano sull'arte dello scrivere, spiegando, al lettore ma anche  a se stessi, cosa vuol dire essere uno scrittore e come riportare su carta l'idea iniziale, nutrirla  e arrivare a scrivere un vero libro. Sulle prime ci si potrebbe chiedere che cosa c'entra tutto questo con un caso di omicidio. Non preoccupatevi, me lo chiedevo anche io. In realtà questi due piani sono legati insieme più di quel che si crede. Siamo davanti a quello che altro non è che un libro nel libro. L'idea se vogliamo mi ha un po' ricordato (ma da lontano e con la dovuta distanza) Il nome della rosa di Eco e L'ombra del vento di Zafon, non a caso altri due "casi letterari" dei loro anni. Cosa ci dice questo? Beh, che  infondo siamo curiosi, vogliamo sapere cosa c'è dietro la costruzione di un libro, dietro al suo autore, perché non ci piace l'idea che un libro siano solo un tot di pagine rilegate insieme.
Non manca il lato romantico incarnato nell'esile figura bionda e vestita di rosso di Nola. Il suo è un amore totale, infinito, senza se e senza ma. Ama Harry e vuole passare tutta la sua vita con lui. E' però a ben vedere un sentimento troppo estremo, o tutto o niente, malato, autodistruttivo. E questo è Nola nel racconto, dea dell'amore e della distruzione. Nel libro è ovunque  e da nessuna parte, sembra quasi di imbattersi qua e là in una scia rossa che corre veloce e che non si fa inquadrare bene. Proprio il suo amore estremo ne fa emergere il  lato più oscuro e inquietante. Per amore si trasforma senza problemi in una Lolita dal forte potere seduttivo, pronta a piegare chi le è intorno al suo volere.
Una cosa che ho notato è la forza dei personaggi femminile e la debolezza di quelli maschili. Le donne sono il vero fulcro del racconto, persino le madri, dall'asfissiante madre di Marcus a quella malata  e crudele di Nola, riempiono il racconto con la loro presenza, lasciando agli uomini ruoli non tanto più piccoli, ma più dimessi e  a mio avviso meno riusciti. Persino Harry resta una figura più evanescente e meno incisiva, soppiantata qua da Nola e dal suo vorticar di gabbiani, là da Marcus, protagonista e voce narrante che non può non risaltare.
L'ambientazione si incentra, tranne alcune parti, nella cittadina di Aurora, splendida perla della provincia americana, New Hampshire. E come tutte le amene cittadine che sbucano fuori in questi romanzi, anche Aurora nasconde i suoi segreti. Niente di così eccezionale (se pensate a Il seggio vacante della Rowling i cittadini di Aurora son dei santerelli), ma intrighi e invidie sono all'ordine del giorno, per non parlare di quella che ho subito chiamato "sindrome di Mr Bennet", ossia voler accasare la figlia con il ricco forestiero di turno alla faccia della vicina di casa. Quello che salta all'occhio è però la solitudine che ritroviamo nei suoi abitanti  e la voglia di scappare di quelli più giovani: Nola  e Jenny  in fondo non sono così diverse, desiderose di lasciarsi alle spalle un mondo chiuso e isolato e di trovare un'amore che le porterà lontano. Cosa che Harry, la realizzazione dei loro desideri, non potrà fare per nessuna delle due, è un principe azzurro senza cavallo; è infondo un po' una delusione.
La verità sul caso Harry Quebert è senza dubbio un bellissimo romanzo, una bella storia di amore e morte, ma è soprattutto una storia sulla verità  e sull'amore per la scrittura. A mente fredda, dopo qualche giorno dalla lettura, non mi sono pentita di averlo aperto, anche se speravo in un finale un po' più forte,  a degna conclusione di un intreccio ben realizzato  e padroneggiato dall'autore.
Voto...

Alla prossima Eliza

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