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Lavorare stanca, capitolo secondo

Creato il 10 gennaio 2011 da Lacocchi @laCocchi
E' un momento molto delicato al Builders Arms in Chelsea, nonchè il pub dove ormai passo più della metà delle mie giornate, serate, weekend. E ci passo tutto quel tempo li lavorando, mica sbracata sui divanetti davanti al caminetto a sorseggiare pinte e vini pregiati.
E' un momento molto delicato perchè siamo a corto di staff: gente che va, che viene, ragazzi un po' incapaci che vengono a fare delle prove, e che mi chiedono se la "San Miguel è un vino bianco?" e tu vorresti piangere, gente che non riceve i piatti giusti, lavapiatti che spariscono, chef decisamente nervosi, colleghi antipatici che ritornano.
Eh, stavate pensando a Mat voi, eh. E invece no. Si parla di Ed, il nostro nuovo barista simile ad una paperetta isterica e dotato di voce stridula, di cui vi parlerò tra poco.
In questa situazione di puro casino, io passo tutto quel tempo li in piedi, a servire gente, e a sentire domande assurde prendendo ordini la domenica a pranzo, da persone molto chic che di cucinare non ne han voglia, e allora vengono a rompere i maroni al pub.
Domande incredibili, domande che solo una mente diabolica potrebbe formulare, domande che mi fan pensare il più delle volte "Questo mi sta prendendo per il culo, è un test, è uno della nuova catena che ci ha comprato i pubs che vuole vedere come serviamo. No, dai, non può dire seriamente."
Domande del tipo: "Signorina, mi dica, di preciso, com'è stato cacciato il fagiano che preparate? Sa se è stato appeso a testa in giù al momento della preparazione?" Spiegateglielo voi, a questo signore che probabilmente ogni due giorni va a caccia di fagiani reali nel Lancastershire, che voi manco li vedete i fagiani che preparano in cucina, che voi non l'avete mai nemmeno assaggiato, il fagiano del pub, e soprattutto, che a voi non ve ne sbatte una cippalippa se il fagiano è stato appeso a testa in giù, su, di lato o per traverso.
Oppure la madre che porta i bambini al pub di domenica, e i bambini in questione non vogliono nulla di quello che c'è scritto sul menu (perchè a loro del fagiano a testa in giù o in su gliene frega meno che a me), e allora chiede: "Avete il menu per bambini, perchè sa, mia figlia non mangia ne verdura, ne pesce. Non c'è pasta nel menù, ma potete fare un piatto di pasta con il pomodoro?" 
In un pub, la pasta con il pomodoro. In un pub a Londra, tu, mi chiedi la pasta con il pomodoro per la tua bambina. Che alla fine si è ritrovata davanti una bella fetta di pane con il burro e delle fettine di Cheddar cheese. Ecco.
E poi ci sono gli allergici. Essere allergici è già una noia mortale, ma essere allergici al cibo, dev'essere veramente una brutta roba. E soprattutto, se sei allergica al 90% delle cose che normalmente trovi su di un menu, dev'essere una vera e propria tortura. Ma è una tortura anche per quella che prende gli ordini.
"Sono allergica ai latticini, alle uova, agli arachidi, alle noci, ai crostacei. Sai se in qualche piatto che c'è sul menu c'è dentro qualcosa di questo tipo? Sai come preparano i piatti? Sai se in cucina usano queste cose? Sai, potrei avere uno shock anafilattico se mangio qualcosa a cui sono allergica." 
Alla fine, la signorina ha ordinato un fish and chips, dopo aver chiesto in cucina di passare ingrediente per ingrediente ogni piatto.
Io comunque ogni volta che passavo davanti al suo tavolo controllavo che la sua faccia fosse di dimensioni normali e non cominciasse ad assumere qualche strana forma dovuta a qualche allergene, mi assicuravo che respirasse ancora. Sorridevo inebetita e continuavo a chiedere "Tutto bene, vero?" Insomma, ho passato un'ora con l'ansia da shock anafilattico.
Che al pub ci manca solo una causa per allergene ignoto.
E dopo tutte queste domande, gente che ti chiama in ogni angolo, pinte di birra a caso, piatti a me sconosciuti,  e molto altro, arrivo al bar, e c'è lui, lui il papero più molliccio del mondo: EDWARD.
Edward è un nerd. Innanzitutto, ho sbirciato nel suo curriculum e ha studiato agraria. Ve lo giuro: ha studiato agraria, che come voi tutti sapete, chi studia minkiagraria non è mica tutti a piombo, eh.
Edward è pure assai brutto. Se Mat era un dolore agli occhi e al naso causa la sua alitosi, lui è proprio un pugno nello stomaco dopo aver mangiato una bella peperonata. E' un cesso, detto tra noi.
Alto, molliccio nel senso che penso non faccia ginnastica dal '15-18, con capello lunghetto e unticcio e faccetta sempre un po' arrossata.
Ma quello che colpisce, è il mento, e la boccuccia. Ha sempre un broncio pronunciato, e la sua somiglianza ad una papera è incredibile.
Edward proviene da una famiglia posh londinese, a quanto pare è molto ricco, e fa questo lavoro per passare le sue giornate in un modo diverso. A lui in realtà non servono i soldi, e non gli interessa nemmeno essere tuo amico. Ci aveva abbandonato prima di Natale perchè "Figurati se lavoro in questo posto per Natale e Capodanno", e poi è , con mia somma ed infinita tristezza, tornato a lavorare con noi.
E voi direte, ma che stronza questa che dice tutte queste cose orribili, sarà simpatico, brutto ma simpatico. E io vi dico di NO: oltre alla bruttezza, è pure un rompi balle incredibile e per spillare una birra ci mette un quarto di secolo.
Ha una serie di frasi che usa per ogni occasione. Eccone alcune:
"Non posso fare i caffè, sono solo al bar, fatteli tu." Mentre tu hai in mano 138384 piatti e la gente che ti chiama ovunque.
"Io sono amico del capo, è per quello che ho ottenuto un lavoro qui. Che poi, è che mi servono solo un po' di soldi prima delle vacanze. Tra poco me ne vado. E poi comunque ho lavorato in un sacco di pub, sono bravissimo in questo lavoro, non per dire." Certo, anche secondo me.
"SCUSAMI, FAMMI PASSARE." Urlandoti nelle orecchie che ogni volta ti prendi un accidente.
E poi l'ultima, detta ieri: "Ed, ma come mai sei tornato?" "Beh, non avrei mai lavorato sotto Natale, ora ho qualche settimana libera."
Grazie a Dio hai qualche settimana libera! Come avremmo fatto senza la tua presenza.
Ed ora, come per Mat, componimento in rima per Edward, chiamato "Che ne facciamo di te":
"Ed, somigli ad una paperetta,
stronzetta, 
cicciosetta, 
noiosetta.
E allora, sai cosa faccio?
Ti metto all'ingrasso, 
ti poccio nel grasso, e poi quasi quasi
ti inforno nel forno.
Ma già so, 
non sarai buono proprio per un corno"
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