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Le avventure del Marito di ALicE: il bagno dell’asilo

Da Leragazze

Le avventure del Marito di ALicE: il bagno dell’asiloOggi (ieri per chi legge) sono arrivata tardi in ufficio.
Tardi e con il mal di testa.
Già normalmente le nostre giornate non cominciano certo in modo calmo e sereno: sveglia alle 6.30; lavarsi, vestirsi, svegliare i Bambini Grandi, colazione, svegliare il Piccolo, seduta in bagno del Marito (Digressione: non si capisce perchè le donne si siedono sul gabinetto, espletano i loro bisogni corporali, e tempo 3 minuti sono già linde e profumate: Gli uomini passano sul water un tempo oceanico. Naturalmente con giornale, libro, etichette dello shampoo, del dentifricio, schiuma da barba, gel per capelli, supposte di glicerina… tutto quello che è leggibile. Per i più evoluti finanche I-pad, I-phone o pc portatili. Fine della digressione). Quindi il Marito accompagna i due Grandi a scuola, mentre io vado con il Piccolo all’asilo col monopattino (lui. Io gli arranco dietro correndo!). Poi appuntamento nei pressi della scuola materna dove il Marito solitamente mi carica e insieme andiamo in ufficio. Lo lascio in banca, e proseguo per il mio lavoro. Sono solo le 9.00 e sono stanca come se fosse mezzanotte. Questo di solito.
Oggi invece il Marito dalla macchina mi chiama al telefono dicendomi, tutto concitato, che deve passare a casa perchè si sente male. Ha mal di pancia.
AAAANCORA?!?! Ma se sei stato 20 minuti al bagno??? Vabbè la mia è pura invidia di stitica, ammettiamolo.
Fatto sta che mi urla nell’orecchio che sarebbe passato per casa, che mi avrebbe lasciato la macchina e che lui sarebbe andato in ufficio più tardi in autobus… e ovviamente che mi sarei dovuta SBRIGARE.
Io e il Piccolo allora, sprezzanti del pericolo ci fiondiamo a scuola. Il tempo di togliere cappello e cappotto al bambino che il Marito irrompe nella classe in uno stato inimmaginabile. Bianco in volto. Scuotendo la testa come a dire: “non potete capire! Non potete immaginare!” urla DOV’E’ IL BAGNO? La maestra rimane basita. Mi guarda con aria sprezzante cercando la mia complicità. Sembra non capire che si tratti di mio marito. I bambini increduli. Il Marito corre al bagno sempre scuotendo la testa. Sembrava un matto, peggio: un ubriaco! Aspetto (un po’ imbarazzata) 5 minuti in classe… Poi vado a vedere che fine ha fatto. Vado in bagno. Per fortuna, oltre ai mini gabinetti dei bambini c’è anche una toilette per gli adulti. Busso. Non risponde.
E’ morto, di sicuro. E io che l’ho anche trattato male!
In uno slancio di ottimismo cerco anche nell’altro bagno. Nulla.
Ritorno al primo. Busso di nuovo. Maritooo? Una voce flebile mi dice “Un attimo!”
Il bagno è proprio davanti all’ufficio della coordinatrice, che passandomi davanti mi chiede Ha bisogno di me?

Ehm.. No, grazie, sto aspettando… ehm… mio marito. Che imbarazzo!
Poi è la volta della bidella: Aspetta qualcuno?
No… Cioè si, ma è solo mio marito… Che vergogna!
Cavolo! Ma non aveva detto che mi avrebbe lasciato la macchina? E invece sono ancora qui ad aspettarlo… Mannaggia… Così faccio tardi!!!!
Decido di spostarmi da lì. Esco.
Fa un freddo becco.
Resisto 10 minuti, sempre più irritata, poi rientro. Anche per controllare lo stato di salute del Marito.
Mentre sto per bussare vedo la maniglia del bagno muoversi nervosamente con la porta che, ahimè, resta inesorabilmente chiusa. Busso nuovamente e la voce del Marito stavolta molto innervosita, mi dice Non riesco a uscire! Sono chiuso dentro! Per un momento mi torna il sorriso. Sardonico in verità. E la prima cosa che mi salta in testa è “QUI SCATTA IL POST!”
Cerco di calmarlo, gli dico che la porta è difettosa, che non deve toccare la maniglia ma solo la chiave… Niente non ci riesce!
Di chiamare aiuto proprio non se ne parla: così oltre all’umiliazione di avere un marito che se la perde per strada, dovrei assistere anche all’apertura della porta di quella che ormai sarà diventata una bomba batteriologica.
Incavolata faccio per andarmene quando Lui, incavolatissimo peggio di me, mi passa la chiave da sotto la porta. La prendo e, non senza fatica, riesco infine ad aprire… Mi tappo il naso, lo tiro fuori, e vergognandomi come una ladra sgattaiolo finalmente fuori dalla scuola, e mi avvento verso la macchina…
Il seguito lo sapete, l’avevo anticipato all’inizio del post: ritardo al lavoro, un mal di testa feroce…
Ma tutto sommato anche la consapevolezza che se il Marito non mi manda a quel paese dopo aver letto questo post è davvero un uomo con un senso dell’umorismo speciale, autoironico, e simpatico.
E quindi invece di arrabbiarmi dovrei essere orgogliosa di averlo sposato!
(RUFFIANA!!!!!)



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