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Le basi del Mental Training

Creato il 29 marzo 2010 da Ekis Sport Coaching @Ekis_srl

Le basi del Mental TrainingCiao a tutti, diamo inizio alla condivisione di contenuti ed esperienze all’interno di questo blog.

A tutti voi sarà capitato di notare, in prima persona o su un atleta di vostro riferimento, come esistano giornate in cui tutti i gesti (anche quelli ritenuti più difficili) riescono facilmente, con efficacia impressionante e giornate in cui, invece, non si riesce a fare nulla di tutto quello che sembrava così semplice.

Riflettiamo un attimo.
Da un giorno all’altro possono essere cambiate le mie conoscenze tecniche dei gesti? Posso aver cancellato dei pezzi di movimento?

Posso trovarmi, da un giorno all’altro, in uno stato di forma fisica così differente e penalizzante?

L’esperienza di sportivi o comunque la logica vi porterà a rispondere con un bel no a tutte le precedenti domande.

A questo punto cosa fa la differenza tra una prestazione e l’altra?

Io credo che in tutto questo, lo stato d’animo che ci accompagna nell’affrontare il nostro impegno, abbia un ruolo determinante.

Corpo, mente ed emozioni sono parti indissolubilmente legate: è per questo che non basta più allenare solo il fisico e la tecnica per raggiungere il vero benessere personale.

Anche la mente e le emozioni vogliono la loro parte! Queste possono agire come un vero catalizzatore e acceleratore di risultati oppure essere il più drastico dei freni: il trucco è “saperle usare a nostro vantaggio!”.

L’allenamento inteso come processo finalizzato al miglioramento delle prestazioni sportive ha, fino ad oggi, considerato due aspetti principali, quello tecnico-tattico e, in un secondo tempo, quello relativo alla preparazione fisica degli atleti.

I piani di allenamento, le programmazioni annuali e pluriennali, erano elaborate mettendo in posizione centrale, in veste di obiettivo primario, la preparazione tecnica e tattica degli atleti, elevando queste due componenti a fattori unici ed indispensabili per l’ottenimento della miglior prestazione raggiungibile.

Basti notare come le tecniche di gioco basilari vengano definite, da tutti gli addetti ai lavori, come “fondamentali di gioco”, evidenziando come con il termine “fondamentale” si voglia rimarcare l’importanza che viene attribuita all’aspetto tecnico del movimento.

Negli ultimi anni, il movimento sportivo, si è reso conto che la prestazione ottimale di un atleta non può basarsi solo sul bagaglio di conoscenze tecnico-tattiche, ma che l’ottimale preparazione fisica rappresenta il miglior presupposto per ottimizzare le prestazioni.

Per sviluppare questo filone ecco l’arrivo degli specialisti della preparazione atletica ed il loro inserimento negli staff tecnici della maggior parte dei club. A partire dagli anni 80 si è assistito quindi ad una specializzazione delle funzioni e ad una necessaria suddivisione dei compiti tra l’allenatore, che programma il lavoro tecnico-tattico, ed il preparatore atletico che si preoccupa di sviluppare i presupposti organici per il raggiungimento di prestazioni massimali.

Un’analisi ulteriormente approfondita della prestazione sportiva, evidenzia con sconcertante chiarezza che il modello di prestazione dei giochi di squadra ma anche degli sport singoli, non era rappresentato da un binomio di fattori ma piuttosto da una triade che può essere rappresentata graficamente in questo modo:

Le basi del Mental Training

L’aspetto mentale della prestazione sportiva rappresenta proprio l’elemento che chiude il triangolo di fattori che determinano il successo di un programma di allenamento.

Cronologicamente è l’ultimo fattore che si inserisce negli staff dei club delle varie specialità dei giochi sportivi.

Nei prossimi post approfondiremo ancora questo argomento e andremo a vedere con esempi pratici cosa intendiamo per Allenamento Mentale e come lo abbiamo realizzato nelle varie specialità sportive.

Le basi del Mental Training
Di Roberto Merli


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