Le donne di Hitler

Creato il 18 marzo 2012 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

Le donne e il nazismo, vittime o complici?  Questo documenatrio, in onda su History channel,  svela le complesse relazioni che interagirono fra le donne e il Terzo Reich. Adolf Hitler è conosciuto da tutti come il Führer, il dittatore che ha scatenato la Seconda guerra mondiale, il maggiore responsabile dell’Olocausto. Pochi però conoscono l’uomo Adolf Hitler, le sue passioni, la sua vita dietro le quinte da semplice essere umano e non da tiranno sanguinario.

1921 un ‘enorme crisi economica porta la Germania alla disoccupazione e alla disperazione, Hitler alimenta il pensiero tedesco con brutali discorsi contro la democrazia. Vuole il potere.  I suoi comizi  sono molto violenti. Tutto ciò che diceva in pubblico mirava a sollecitare il sì o il no e a negare le eccezioni, le riserve e i compromessi. Al centro della teoria di Hitler stava l’idea della razza. La guerra è l’espressione naturale e necessaria di questa lotta in cui il vincitore, cioè la razza più forte, ha il diritto di dominare. L’unico scopo dello stato è mantenere sana e pura la razza e creare le condizioni migliori per la lotta per la supremazia, cioè per la guerra. E la guerra è l’unica cosa che può dare un senso più nobile all’esistenza di un popolo. Era l’uomo che le tedesche volevano e per lui le donne erano esseri da dominare, nessun sentimento. Non amò nessuno al di fuori della sua Germania, ma fu l’oggetto del desiderio di molte donne, alcune vicine al suo entourage e altre facenti parte dell’elettorato femminile attivo. Di alcune di esse si servì per fini prettamente politici, di altre probabilmente si infatuò, ma di una sola si fidò fino alla fine: Eva Braun. La Braun fu l’unica donna ad avere il privilegio di stare accanto all’uomo più potente e inviso del mondo, dal 1937 al 1944.

Il rapporto con le donne è patologico. Hitler è un uomo privo di passioni e incapace di provare emozioni. Instaura con le sue giovani amanti relazioni-giocoforza, destinate ad un finale tragico: alcune tentano il suicidio, a volte riuscendo altre volte fallendo. Tutti i rapporti reiterano manie e ossessioni erotiche, subite da Hitler probabilmente in giovane età dal padre.

Geli Raubal è la nipote/amante ventitreenne, che Hitler tiene in ostaggio nel suo chalet di montagna. E’ gelosissimo. Lei si suicida. Subito dopo arriva Eva, 17 anni, è spensierata e ama il potere. Hitler ne ha 43. La sistema ma, non la sposa, passa le giornate ad attendere colui che è devoto al Reich. E’ all’apice del successo in una Germania che non tollera le donne se non nel ruolo di compagne o procreatrici della razza superiore. La popolazione femminile è incantata non da Hitler ma, dalla sua rappresentazione, l’archetipo della perfezione. L’uomo mandato dalla provvidenza.  E’ cancelliere e il terrore diviene la sua politica. Anche le donne ne pagarono il prezzo, in mezzo ai suoi grandiosi progetti, nell’illusione della prosperità, il gentil sesso diventa un mezzo. Adora le trecce bionde. Prevale l’idea di salute e bellezza. Sei giovane, bella, sana, grazie a te la razza sarà perfetta e tutto ciò in nome della moralità.   Chi si poteva opporre?

Leni Riefenstahl, e perfetta per la propoganda del nazismo, regista del Trionfo della volontà, è una donna dal temperamento hitleriano, talentuosa, intelligente, probabilmente troppo per il Führer, dal momento che a lei preferirà Eva Braun, più docile e remissiva, ignorante, senza alcun interesse per la vita politica e per le attività in cui è coinvolto Hitler.

Sterminare gli ebrei  e popolare il mondo con la razza ariana  è il sogno di Hitler. Le SS creano le tecniche per incrementare il Reich e purificare la razza. Criteri razziali che vengono applicati alla procreazione. Le donne erano entusiaste di donare i figli al partito. Giovani femmine con tratti somatici nordici vengono selezionate ed elette a macchine riproduttive nei “bordelli nazisti” . Visione normale  quando credi nell’ideale nazista, ti senti fiera di avere un figlio da Hitler. La propaganda folle, strumentalizza la maternità. Le donne non  sono persone ma, bestie da riproduzione. Questa idea utopica causò la tragedia di massa e i tedeschi vennero manipolati dall’istruzione e dalla propaganda che aveva il controllo totale anche della stampa. Sfilate, stendardi, slogan, tutto in nome della mitologia teutonica.

Magda Goebbels, affascina Hitler, è intelligente. Una donna desiderata da Hitler e che desidera Hitler, ma ambiziosa e vulnerabile, sposata ad uno degli uomini più fidati del partito. Non le è concesso commettere errori. Ma la linea di demarcazione tra ragione e follia è davvero sottile e precaria. Diventa l’icona del Terzo Reich,  la first lady del partito.

1940 la violenza sta per invadere la Francia.  Hitler è certo della vittoria totale e le vittime civili, donne e bambini non hanno valore. La Francia si arrende. Hitler è l’uomo più forte d’Europa. La gente di Berlino è entusiasta, le donne in delirio, ma, è l’inizio della fine. Gli anni a seguire saranno meno eclatanti. Vuole anche l’Unione Sovietica, Eva sta per essere nuovamente abbandonata, il suo Adolf torna in guerra. L’invasione è sanguinosa, l’inverno russo  terribile.  Le bionde infermiere devono lavorare con instancabile devozione, la propagamda non si ferma mai. Le vedove sono sempre di più e lo spirito di sacrificio prevale su tutto. Diventa un servizio/dovere richiesto alle donne.

Eva è totalmente sconosciuta ai tedeschi, non esiste. Ufficialmente  è un’attrice che fa film per Hitler, dormono in camere separate. E’ elegante, sportiva, la sua compagna, adora i cani. Hitler manda centinaia di bambini nei campi di sterminio. E’ difficile pensare che Eva fosse all’oscuto di tutto. La selezione dei bambini diventa un ‘ossessione, le donne vengono sequestrate per procreare il futuro perfetto. Tutto per la grandezza del Reich. Mentre Eva fa sport sulle montagne bavaresi. Come ha potuto restare indifferente?

Gli alleati decidono di mettere la parola fine alla follia nazista. Le perdite sono colossali. Le donne si sentono tradite  e poche capiscono di aver contribuito ad un crimine. Hiltler diventa sempre più debole, sta andando a picco. 1944 gli alleati sbarcano in Normandia e nel 1945, liberano i campi svelando al mondo l’abominio di morte. Le donne iniziano  a prendere coscienza dell’indottrinamento. E’ il tempo della resa dei conti ma,  le fanatiche vogliono stare vicino al Fuher e partecipano alla guerra, molte vengono stuprate dai russi. Tutto è perduto. Hitler si barrica nel bunker con l’ultima delle sue fanatiche, la sposa e si suicidano. 

Infine la popolazione femminile, venne ripagata con il disprezzo del mondo. Le donne pagarono  caro il prezzo della loro adesine alla dottrina nazista ma, furono anche quelle che coraggiosamente, si rimboccarono le maniche e ricostruirono la Germania mentre gli uomini erano prigionieri. Ma che dire dei 50 milioni di esseri umani trucidati, bruciati, uccisi barbaramente; chi farà loro giustizia?

Come ha potuto un solo uomo contenere in sè così tanto odio da riuscire a convincere un’intera nazione della ragionevolezza delle sue idee, legate a un ideale di morte giustificato dalla presunta superiorità razziale di un popolo sugli altri? La storia è importante perché dovrebbe aiutare ad imparare dagli sbagli e forse è proprio per questo motivo che si continua a discutere su di lui, per questo è importante che tutto ciò non venga dimenticato. Molte persone ancora oggi cercano di tramandare ad altre persone, più giovani,  quello che hanno visto e provato sulla propria pelle. Non lo fanno per essere compatite, ma semplicemente perché possiamo renderci conto degli sbagli che furono fatti e per fare in modo che tutto ciò non si verifichi più.


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :