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Le emozioni che il Napoli ha regalato al Bentegodi

Creato il 12 gennaio 2014 da Vesuviolive

La partita è finita da molte ore ma fa ancora parlare di sè, il Napoli è stato spettacolare conducendo una gara che anche se non è partita da subito al meglio, ha raggiunto una prestazione mozzafiato, una partita che come si può leggere su Tuttonapoli.net ca da zero a dieci. Tre resta sempre il numero perfetto. Soprattutto al Bentegodi. Hellas-Napoli… Da zero a Dieci. Zero le reti subite dagli azzurri. Per la seconda gara consecutiva gli azzurri riescono a mantenere la porta inviolata. Ci avrà messo lo zampino la fortuna nella gara con la Samp, ma a Verona Rafael – escludendo una conclusione centrale di Toni – è stato spettatore non pagante. Segnali positivi. Uno il minuto di silenzio che ci verrebbe da dedicare agli amici veronesi. Passi per i soliti cori da scuola elementare e l’inno all’amato Vesuvio. Passi per i sassi ed i bastoni promessi ai napoletani. Passi il vergognoso assalto ai giornalisti partenopei. Ma, dico io, non presentarsi alla gara è stato un gesto davvero antisportivo. La prossima volta, in nome dell’antica amicizia, almeno avvisate in anticipo, che i ragazzi restano a godersi il clima di Napoli. Dov’era il Verona? Due alla realizzazione stile rugby di Goran Pandev al minuto 55′. Perfetta l’esecuzione del macedone al centro dei pali. Peccato, però, abbia sbagliato sport. Confuso, ma perdonato. Tre mesi dopo riecco il Christian Maggio che abbiamo tanto amato. Perfetto in difesa, uomo in più nella fase offensiva. Quanto era mancato, al Napoli ed a Benitez. Quattro minuti e Fernandez fa aumentare a dismisura gli afoni in città. Scivolata in area e palla servita su un vassoio d’argento a Toni che, grazie a Dio, ha la reattività di un bradipo in pensione. Che spavento. Cinque reti in campionato ed il senso di leggerezza che accompagna i grandi artisti. Mertens non si ferma più e spaventa per la facilità con cui esegue colpi che per altri restano utopia. L’oro di Napoli è anche questo ragazzo giunto tra lo scetticismo di chi non ha mai guardato oltre le Alpi. Fenomeno. Sei le vittorie lontano dal San Paolo per la banda di Benitez. Salgono a 19 i punti conquistati “on the road”, meglio ha fatto solo la Juventus. Il cambio di mentalità sta anche in questo. Chi si accontenta… non gode. Sette alla prestazione di Jorginho. Con tutti i riflettori puntati, dopo le voci di mercato che lo vogliono vicino al Napoli, questo ragazzo classe ’91 sfodera una prestazione solida e di grande carattere. Del talento, d’altronde, si sapeva già. Prendiamolo! Otto tiri in porta ad uno. Impietosa la statistica, così come il risultato finale. Eppure Mandorlini, in versione mazzarriana, racconta di una gara condotta dai suoi e di tante occasioni sprecate. Spiegherà poco dopo al suo psichiatra di fiducia di aver camminato sulle acque del suo amato Adige e di aver resuscitato uno chiamato Lazzaro. Passerà Andrea. Passerà. Nove ad un gruppo sempre più solido. Questo il vero segreto di Benitez. Rafa è il leader indiscusso, tutti sono pronti a dare il contributo. Senza egoismi, senza star che provano a rubare la scena. Higuain è l’emblema dell’assoluta fusione di intenti di questa squadra, pronta ad una seconda parte di stagione da protagonista. Ah, dimenticavo… Con Hamsik e Zuniga in più. Dici poco. Dieci al “terrone” liberato. Proprio lui, figlio della terra vilipesa per 90′ ed oltre, zittisce il Bentegodi in maniera definitiva. Sceneggiatura fantastica, che ha ricordato uno schiavo che si libera dalle catene – un pò Spartaco un pò Django - ed urla tutta la sua rabbia, sprigiona tutta la sua forza. Lorenzo, ci ha fatto attendere un girone intero per il primo gol in campionato, ma dobbiamo riconoscersi il senso scenico. Mai come in questo caso l’attesa è stata essa stessa piacere. Che goduria. Ti amo terrone.


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