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Le gioie del vicinato

Da Ignominia

LE GIOIE DEL VICINATO

Summer @ Niki Ghini 2012


da che ci siamo trasferiti da Arezzo, stiamo in una appartamento in affitto, in una serie di palazzine costruite a metà anni 70, di cui ricordo la costruzione perché fu la prima volta che si seppe dei pannelli solari  (tecnologia che pareva spaziale al tempo) che furono montati sui tetti. E che ancora funzionano.

I vicini sono quasi tutti anziani, tutti con le loro manie, ossessioni e particolarità caratteriali. Una foto di famiglia in un esterno quello che segue:

C'è quella che ogni mattina sbatte il tappeto fuor di finestra e dio-ci-scampi che non ci sia qualcuno che si affaccia o passa nel parcheggio perché ecco iniziare un vocio della madonna che dura per lo meno 5 minuti. Per di più ha una voce che si sentirebbe sugli ultimi spalti dell'Arena di Verona. Ma telefonatevi, -dico io- se avete tutte queste cose da dirvi, fatevi visita nelle vostre case, specie d'estate che si sente tutto di tutti! Involontaria vendetta le colonne sonore di demenziali programmi TV che guardiamo a ripetizione da DVD: Big Bang Theory, Friends, The IT Crowd, sparano le loro note ad intervalli regolari dalle nostre finestre quando vediamo 3 o 4 episodi di fila.
Accanto a noi c'è
Goody-two-shoes, che deve provare che è la persona più carina e generosa del mondo, espressione di buonismo esagerato che la spinge a fare da autista a tutte quelle che non guidano, annaffiatrice di giardini di chi è in vacanza, e metti bocca ultra corretta e super equanime su tutte le cose del vicinato. GAG! (onomatopeico verbo/nome che esprime il mio conato di vomito). Sotto lo smalto benefico si nasconde una passive-aggressive che se può infilare lo spillo nel fianco non perde l'occasione. Per lo meno con chi la tiene a distanza perché ha capito il suo gioco e non ci casca (me). Permalosa com'è non mi ha reso il saluto per settimane, quando agli inizi della nostra coabitazione nel palazzo le avevo bussato di notte perché il cane abbaiava in giardino -erano le 12 e volevo sapere se fosse viva- e nel caso che sì, se per favore faceva rientrare il cane. 
Io avevo osato riprendere LEI? Si lamentò di questo pure con mia zia, sapendo bene che mi avrebbe fatto notare questa mia mancanza di savoir-faire.
Come mia zia è una passionaria
per gli animali preferendoli di gran lunga agli umani. Due gabbie di canarini, butta il pane alle tortore in giardino (che nutrono e richiamano i maledetti piccioni) e lascia catini oieni d'acqua acqua perché gli uccelli facciano il bagno dove gestano inevitabilmente nugoli di zanzare. E' convinta che le tortore, le baby lucertole (quelle adulte le teme) e le mie tartarughe rispondano ai suoi richiami, e che siano provviste di intelletto e sentimenti umani. Ha ovviamente un cane, uno Yorkshire Terrier, o topo peloso da grembo, di quelli che stridono e guaiscono, lanciando acuti che incrinerebbero il cristallo di rocca. La bestia abbaia forsennata ogni volta che uno di noi esce in giardino perché è viziata e vuole essere sempre al centro dell'attenzione: o quando un altro cane passa sotto casa; o se c'è un gatto che si fa un baffo di lei quando è chiusa in terrazza (spesso); o quando ci sono animali come scoiattoli, topini, cinghiali o cervi che passano nelle vicinanze. diamine siamo vicini ad un parco nazionale!; o quando altri vicini e parenti arrivano in visita. Se è contenta di vederti è peggio che se ti teme e nel crescendo estatico/isterico di giubilanti abbai e guaiti di riconoscimento è impossibile infilare una parola di traverso.
Come quando arrivano i MIEI amic che per salutarsi si deve gridare come forsennati. 
Ma la cosa peggiore del cane che abbaia è la vicina che, da dentro casa, dopo averla lasciata abbondantemente far casino, comincia ad urlare "YO-Yò smettila" che è peggio del rumore che fa il cane. Anche perché il cane se ne fotte.
All'ultimo piano c'è la signora che mi anticipa sempre per la pulizia delle scale, una persona timida e introversa con la quale si possono fare solo commenti sul clima...


Fa caldo, troppo caldo
Si è vero fa piuttosto caldo. Ma è estate, è normale...  

Che freddo oggi, si bubbola
Già. E rinfrescato... d'altra parte è autunno e con un golf si sta bene ...
Certo non è da credersi, guarda che neve, non è normale!
Ma se c'è chi racconta che una volta la zona era sommersa nella neve da Novembre a Marzo? Ora c'è neve per terra se va bene per una settimana, non dovrebbe creare tale paralisi visto che siamo a mezza montagna…no?
Mi rendo conto che è assurdo e inutile che io dibatta le precipitazioni atmosferiche con lei come lo è discutere con un malato di Alzheimer su che giorno della settimana è stato l'ultima crisi di Governo. Farei meglio a confermare ciò che dice. Magari sorride. Mi fa tenerezza però, e quando posso le porto verdure o frutta dell'orto, e lei mi dice sempre: non ho nulla da darle in cambio, e io le dico: non importa. Poi a Natale penso che sta facendo i cappelletti a mano, e sarebbe carino se ce ne desse una manciata, ma non ci pensa proprio.
Poi c'è la vicina che si dice che soffra di Alzheimer. Anche lei ha un cane topo, come YO-Yò che con lei compete per la gestione del territorio circostante. Una volta questa signora trovò una delle mie tartarughe che se ne vagava nel suo giardino, e me la riportò sperando non fosse mia. Mi disse di averne una sola e suo Mariolino si era così attaccato a questa piccolina… era ovvio che non voleva ridarmela. Al tempo ne avevo 5, e decisi di lasciargliela per non far piangere il bambino. 

Bambino un cavolo! Scoprii dopo che il Mariolino è adulto e che lei vive con lui e la nuora. Quando scoprii questo era tardi per riprendermela, la tartaruga, mi consolai dicendo che era maschio di cui ne avevo ben tre. Quando pareva che invece fosse una femmina di cui avevo carenza le chiesi di scambiarla ma lei si rifiutò. Mi veniva da dire, ma te l'ho data io! MA sarebbe stato di cattivo gusto.
Questo mi fece venire in mente un'episodio di quando ero piccola e mia madre mi costrinse a condividere il mio Teddy con una bambina ai giardini, e quella non me la voleva ridare e la madre di quella non voleva fare nulla per convincere la bambina a ridarmi ciò che era mio. Mamma si accorse che sbagliava ad insegnarmi a essere generosa, doveva ma insegnarmi a proteggermi dai vampiri! Ma era tardi, il danno era fatto, e ancora oggi la poca reciprocità delle persone mi brucia parecchio. Per questo ed altre manifestazioni dell'errare umano, condivido il sentimento di questo post qui
 

Di lato a noi c'è la vecchierella che abita con la figlia e il genero, oppure è la nuora e il genero non ho ancora capito. Pare sia affetta da demenza senile ed è come una bambina, a volte la vedo alla finestra che fa ciao ciao con la mano con un sorriso beato. La figlia -o la nuora- la tratta con impazienza, la sgrida e le urla un po' e a me questo dispiace, anche se capisco che dev'essere un bel peso a lungo andare. Probabile che vada guardata in continuazione perché non scappi in giardino in mutande o per il timore di trovarla che sta giocando alle formine con il contenuto dei suoi Pampers per adulti. A volte il genero -o figlio- la porta a camminare, ma lui cammina troppo veloce per lei e pare trascinarla quasi di peso tenendola per mano, lei con un braccio teso e la testa mezzo metro avanti al corpo e le gambe a strascico dietro. Ma dall'espressione sulla faccia di lei, sembra serena e ignara delle mancanze di chi le sta intorno. Questo mi consola un po'.
  

Oltre alle vicine ci sono anche dei vicini. Il carabiniere sardo in pensione, che ogni anno si dedica alla perfetta squadratura a 90° degli angoli della siepe, un appassionato del fai da te per la manutenzione della sua proprietà: tutto il contrario dei nostri padroni di casa che la lasciano andare in malora. 
C'è il vedovo calabrese che cura i fiori del suo giardinetto, e accatasta la legna minuziosamente perchè entri nel garage insieme alla macchina. D'inverno tiene le finestre spalancate tutto il giorno e versa una tanica di gasolio nel serbatoio del riscaldamento solo a Natale, quando aspetta figli e nuore a pranzo.  E adito a fare il giro del paese a piedi ogni giorno perchè fa bene alla salute.
C'è il tuttofare siciliano, che aiuta le signore single con i lavoretti manuali attorno casa: la raccolta dei cachi dagli alberi, la riparazione di crepe nei muri, il cambio delle cinghie delle tapparelle, e cose così. Deambula spesso con passo claudicante in paese o nei dintorni condominiali pronto ad attaccare bottone, dare una mano, o un parere a chi si trova nei dintorni. Anche lui ha un orto e una collezione di tartarughe, e una volta mi offrì l'uso di uno dei suoi "stalloni" quando i tre maschi si rivelarono essere 3 femmine. (Non è tanto facile distinguere il sesso di queste creature. L'unica garanzia è quando i maschi srotolano il loro apparato che per la forma cubista e la dimensione in proporzione al resto farebbe arrossire anche la Staller!)
C'è l'ex vigile che non saluta, forse perchè sordo o perchè dotato della personalità di un segna chilometri stradale, di quelli di cemento. 
C'è infine l'unica famiglia giovane, in affitto come noi. Sono Rumeni e lui fa il camionista e la moglie ha smesso di lavorare quando ha avuto  Leo che ha ora 6 anni. Leo sembra Calvin del fumetto Calvin and Hobbs, ma senza la tremenda personalità. Capelli biondissimi tagliati a spazzola, viso sottile e delicato, due occhi azzurri un po' troppo ravvicinati fra loro. MA la bocca è un motorino a scoppio, a cui dà pieno gas quando  ci siano orecchie di qualsiasi tipo nel raggio di pochi metri da casa sua. Con la mamma vanno a buttare la spazzatura nel cassonetto la sera, passando sotto la terrazza dove noi ceniamo, e lo sentiamo, sul triciclo o a piedi che dà voce ad una sfilza di domande o osservazioni gratuite, è indifferente, senza prendere fiato o fare una pausa. L'estate lo trovi sull'altalena -che lui ci ha fatto debitamente notare è stata montata storta, ed ha la tendenza di sbatterlo contro il tronco dell'albero cosa che lui però ha imparato ad evitare. E lui va e viene, va e viene, per ore, e per tutto quel tempo canta una tiritera che può essere (dal terrazzo è impossibile distinguere quello che dica) o un rosario di preghiere che impara dalla mamma, neofita entusiasta dei Testimoni di Geova, oppure la telecronaca di una gara di Formula 1 che gira rombando nella sua testa. E il suo cantare questo mantra è un po' struggente e malinconico, perché sottolinea una storia personale che comprendo e condivido un pochino: la sua solitudine, la sua alienità culturale e sociale (di bambini vicini ce ne sono ma non gli è permesso o non è incoraggiato a frequentarli)  e il suo bisogno di comunicazione. 
Ma è anche un delizioso sottofondo che, come il canto di grilli e cicale, sebbene incessanti e ripetitivi sono anche l'incontrovertibile prova che è Estate.

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