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Le leggi della frontiera di Javier Cercas

Creato il 24 giugno 2013 da Girasonia76

Le leggi della frontiera di Javier Cercas Titolo: Le leggi della frontiera
Titolo originale: Las leyes del la frontera
Autore: Javier Cercas
Traduttore: Marcella Uberti-Bona
Editore: Guanda
Pagine: 250
Prezzo: €18,00
Data di pubblicazione: 24 Aprile 2013

Valutazione: Le leggi della frontiera di Javier Cercas Le leggi della frontiera di Javier Cercas Le leggi della frontiera di Javier Cercas Le leggi della frontiera di Javier Cercas


Trama Alla fine degli anni Settanta, in una Spagna che stenta a lasciarsi alle spalle il franchismo e a intraprendere la Transizione democratica, Gerona è una città in cui cominciano a muoversi le bande giovanili. Una frontiera la attraversa, sociale ed etica: al di là del fiume Ter ci sono gli immigrati che vivono nelle baracche, la feccia della feccia. Ignacio Cañas è un ragazzo della classe media, vive al di qua di quel confine, ma il suo lavoro in una sala giochi, insieme all’insofferenza adolescenziale per il conformismo paterno, crea l’occasione per l’incontro che gli cambierà la vita: quello con Zarco, un giovane delinquente dal grande carisma; e con la misteriosa Tere, che da subito lo trascina in una passione struggente e segreta. Questo amore tormentato – su cui aleggia l’ombra del rapporto mai chiarito tra la ragazza e il capobanda – sarà di qui in avanti il filo conduttore delle scelte di Cañas. Tra furti d’auto, scippi, rapine, scorribande in discoteca e droghe varie, per lui e per la banda di Zarco inizia l’estate selvaggia del 1978, destinata a concludersi tragicamente, con morti e arresti. E un sospetto: qualcuno ha tradito. Più di vent’anni dopo Ignacio Cañas, diventato nel frattempo un avvocato importante, riceve la visita inattesa di Tere, la donna che non ha mai dimenticato. È Zarco a mandarla; il detenuto più famoso del paese, ormai circondato da un’aura di eroismo, ha bisogno di lui. L’avvocato accetta di riallacciare i fili che lo legano al passato, sperando di riuscire a ripagare un antico debito, e di poter vivere finalmente il suo amore per Tere alla luce del sole.

«Ogni volta che attraversavo il Ter e l'Onyar per riunirmi con Zarco e con Tere era come se varcassi la frontiera del drago, la frontiera azzurra tra il bene e il male, tra la giustizia e l'ingiustizia. E a ripensarci, un fondo di verità c'era, non trova?»

Cercas io non l'avevo mai letto. Conoscevo il suo nome, qualche titolo incrociato qua e là nelle librerie, ma non era mai finito nella mia personale wish list. Fino a poco tempo era invisibile alle mie attenzioni. Il mio sguardo passava attraverso i suoi libri e andava oltre, come se non fosse contemplata l'idea di poterli leggere. Perché? Non ho una risposta. Semplice indifferenza. Poi succede che vado al Salone del libro a Torino (sempre più galeotto fu questo salone!) e la mitica Fede Librovora nomina il libro (Le leggi della frontiera, appunto) e l'eventualità di un incontro con l'autore. Non aggiunge molto, non si perde in descrizioni, non cerca di convincere nessuno. Sento solo che dalla sua bocca escono parole come Le leggi della frontiera e Cercas. Mille campanelli iniziano a suonarmi in testa, mi appare davanti agli occhi la copertina, già vista e ignorata precedentemente, e Cercas viene spogliato del mantello dell'invisibilità. Da un momento all'altro diventa un autore degno di interesse. Da un momento all'altro il non aver mai letto niente di suo acquista le proporzioni di una profondissima lacuna da colmare il prima possibile. Mi sono avventata perciò su questo romanzo in maniera fin troppo famelica: volevo leggere, scoprire, capire, volevo che l'autore riassumesse in quelle pagine tutto ciò che mi ero persa fino a quel momento e che mi facesse venire voglia di cercarlo anche altrove. Solitamente, in situazioni del genere, il risultato è deludente: ripongo la massima fiducia in uno scrittore a me estraneo e pretendo che mi sia subito familiare e che sappia comunicare proprio con me. Insomma, non gli rendo il compito facile. Ma Cercas è stato davvero in gamba con me. Sorprendente come abbia saputo rendersi interessante fin dal primo momento, introducendomi in una Spagna in un'epoca di cui ho sempre sentito parlare ma non ho mai conosciuto fino in fondo, portandomi a contatto con dei personaggi che, fino alla fine del romanzo, mi sono apparsi così veri che sono andata a googlarli chiedendomi se fossero reali e non frutto di fantasia.  Non mi va di riassumere troppo la trama, che la quarta di copertina svolge ottimamente il suo dovere. Siamo negli anni '70 a Girona, città della Spagna che risente, come tutto il paese, della fine della dittatura franchista. Sono anni di confusione e di assestamento, ed è in questo clima non ancora ben definito che iniziano a nascere le prime bande giovanili. Cercas ci racconta la storia dello Zarco, un personaggio tanto affascinante quanto pericoloso, e di Ignacio, che decide di unirsi a Zarco per sfuggire ai bulli della sua scuola e per rivedere la bella Tere, che si accompagna sempre a Zarco.  Si passa da un passato di furti e rapine a un presente di prigione e riscatto sociale.  La storia ci viene raccontata attraverso un'intervista che mira a ricostruire e forse riscattare l'immagine del violento Zarco. Sarà lo stesso Ignacio, ormai avvocato affermato, a rispondere alle domande e insieme a lui anche il poliziotto e il direttore della prigione in cui Zarco fu rinchiuso.  Non volevo dire nulla e ho detto fin troppo.  Quel che colpisce fin da subito è la naturalezza della ricostruzione del passato: ogni personaggio ci appare reale, come dicevo poco più su, e ci fa chiedere se sia realmente esistito. Se l'autore abbia voluto raccontarci la storia di qualcuno a lui vicino, ma abbia preferito cambiare i nomi. Questa ricostruzione mantiene il lettore in uno stato di interesse che non cala mai: ci ritroviamo ad affrontare la lettura con la fame di sapere.  Sapere com'erano quei tempi, com'era essere giovani, com'era vivere al di qua o al di là di una frontiera. Vogliamo sapere come si fa ad accettare di partecipare a furti e rapine, come si fa ad amare chi non sembra fatto per noi, come si fa a crescere e a ritrovare un posto nel mondo che si pensava fosse ormai perduto.  Non c'è male, non c'è bene. Non c'è giusto né sbagliato: ogni episodio e ogni personaggio sembra contenere entrambe le facce della medaglia. E sembra volerci dire che non ci sono risposte esatte nella vita, ma solo domande.  E troviamo pagine impregnate di amore, un amore che non riusciamo a inquadrare, che non siamo in grado di riconoscere. E pagine fondamentali sulla lealtà. E sul tradimento. Sull'amicizia mal riposta. Sull'incapacità di cambiare. Sulla necessità di cambiare e crescere.  Un romanzo storico ma che storico non è, perché Cercas non ama sia definito così.  Un romanzo introspettivo ma ricco di azione.  Un romanzo di formazione che non indica quale sia il percorso migliore da seguire.  Grande scrittore, questo Cercas, è il caso di andarlo a stalkerare un po'. 


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