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Le letture della Fenice - RECENSIONE - Gli equivoci delle donne di Jack London

Creato il 10 giugno 2014 da Lafenice
La signora Eppingwell possedeva una grande scienza del cuore umano. Ella mirava alla universalità. Le era facile dimenticare lo stato formato dalle convenzioni sociali per considerare le cose con gli stessi occhi dei selvaggi. Ciò che è primitivo, essenziale, che avvicina il cane lupo all'uomo affamato, non era sfuggito alla sua comprensione: ella avrebbe potuto prevedere gli atti dell'uomo e della bestia posti tutt'e due in un insieme di circostanze identiche. Per lei una donna coperta di porpora o vestita di cenci, restava donna
Buongiorno amici ed amiche booksaddicted! Come procedono le vostre “calde” giornate di giugno? Le mie sono dense.. di lavoro, di cose da fare e di.. letture! Ed ecco la recensione dell'ultima, il racconto lungo di Jack London, Gli equivoci delle donne! Enjoy!
Le letture della Fenice - RECENSIONE - Gli equivoci delle donne di Jack London Gli equivoci delle donne (The scorn of Women) di Jack London e-ducation.it/Twin Stories (supplemento del Corriere della Sera) pagg. 93
Freda e la signora Eppingwell possedevano un talento portentoso per conquistare e soggiogare gli uomini.. la loro quiete non sarebbe mai stata turbata se un'avventuriera, un campione della bellezza professionale, preceduta da una reputazione mondiale, non fosse giunta ai primi ghiacci sul posto, in una slitta trainata da superbi cani.
Leggere un racconto lungo, per quanto veloce possa essere, non è sempre un'esperienza piacevole. Il rischio che la trama non sia debitamente approfondita, o che la storia intera si risolva in una bolla di sapone, è talmente tanto alto che pochi tra tutti i racconti che ho letto fino a questo momento avevano davvero qualcosa di importante da dire. Credo sia un problema di bilanciamento tra approfondimento dei personaggi (indispensabile, in qualche modo, per far capire al lettore di chi stiamo parlando) e svolgimento della storia: o le due parti collaborano, o il racconto ne esce sbilanciato e parziale. In London, le due parti convivono e collaborano con equilibrio e fantasia, si arricchiscono vicendevolmente, evolvono, si sviluppano. È incredibile come l'autore riesca a presentare non soltanto la psicologia delle due donne protagoniste, Freda e la Sig.ra Eppingwell, ma anche la loro storia ed il posto che occupano nella società in cui vivono. Senza bloccare la narrazione, anzi, lasciandola scorrere, l'autore riesce a spiegarci perché le nostre “eroine” agiscono secondo un determinato schema e cosa le spinge a comportarsi così. Non ci lascia domande, esaudisce la nostra curiosità fornendoci tutto il materiale necessario per capire l'azione.
A dirvi il vero, non considero Floyd Vanderlipp (l'uomo che si ritroverà conteso tra tre donne, il “casus belli” del loro scontro) come personaggio principale in questa narrazione: è un personaggio del tutto passivo, una sorta di “palla” che le protagoniste si scambiano, un gioco nelle mani di donne determinate e scaltre. Non agisce in questo piccolo spaccato della propria vita: dopo il piccolo slancio iniziale (la prova di un suo coinvolgimento con una donna che non è la sua povera promessa sposa) è vittima degli eventi che lo circondano. Non ha più scelta, le tre donne (soprattutto Freda e la signora Eppingwell) hanno il controllo nelle mani.. e nessuna voglia di cederlo.
Il background della narrazione, il ghiaccio ed il freddo di Klondike e la ricerca dell'oro, rimangono corollario, sfondo di una narrazione che scorre piacevolmente e che ci mostra chiaramente tutto il pregiudizio (ma anche l'altruismo) di cui siamo capaci noi donne.
Una commedia? Non proprio: un insieme di equivoci nati dal pregiudizio, capaci di dare alla narrazione un “non so che” di civettuolo, totalmente donna per quanto la voce narrante, con il suo velato modo di esprimere giudizi, è palesemente maschile. Insomma: ecco un racconto che non posso non consigliarvi, un ottimo spunto di riflessione!
Voto: 4 mele e mezzo

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