- Una ragazza che ha il braccialetto alla caviglia sinistra vuol dire che è single
- Adesso so cosa mi disturba delle discoteche. Ér Nesto mi chiedeva se mi piaceva quella (“Guarda guarda che pezzo di fica quella?”). Io non volevo contravvenire, ma non mi comunicava niente. Ballava sul bancone in atteggiamenti che volevano essere sexy e lo erano, a giudicare dalle facce di chi la guardava. Poi l'ho rivista il giorno dopo, Non più in jeans attillati e canottierina bianco-trasparente, ma in un vestitino-gonnellino corto, rosso a fiori. Era in effetti molto bella, ma in discoteca no. E dopo tutto questo tempo, allora ho capito.
È come se a Ferragosto si stesse tutti sulla spiaggia col caldo, all'ora di pranzo. Qualcuno dice, “ficchiamoci tutti sotto questo piumone pesantissimo”. Nel mio profondo stupore tutti accettano, ci corrono sotto e allora succede una cosa magica: alcuni si scelgono e fanno le loro cose lì, o si allontanano coll'intenzione visibile di farle ancora meglio. Altri se ne escono colle pive nel sacco.
Ma tutti sudano, perché è caldo. Caldo dannato.
- Quindi per la seconda e terza volta in assoluto ho fatto da guardaroba vivente di felpe e borsette mentre tutti ballavano.
- L'Insieme Universo delle ragazze che arrivano a interessarti si divide in partes tres. 1) quelle la cui bellezza è pari alla sostanza, e lì è il massimo; 2) quelle la cui sostanza te ne può rivelare una bellezza; 3) quelle la cui bellezza te ne fa sognare una sostanza. Quella ragazza lì a fiorellini faceva parte della rispettabile categoria delle 3), ma solo il giorno dopo.
- Ho parlato per ore con una ragazza splendida, sorprendendomi della vastità delle intersezioni e delle differenze. Mi piacciono, certe sorprese.Quasi quanto mettemi in discussione.
- Ho chiesto per strada il perro cercando il porro, ma per fortuna il primo, bleah, non me l'hanno dato.
- Ho rivelato che al questionario dei 3 giorni avrei spuntato la voce “vero” alla riga “Vorrei non essere mai nato”. Inducendo rabbia in alcune ragazze, e tentativi di cambiare istantaneamente discorso in alcuni compagni. Non so, a me pareva una cosa carina da dire, aspettando l'alba da una terrazza panoramica. Di certo nessuno si è accorto che a quest'ora sono ancora vivo, e magari un motivo c'è.
- Tornando all'aeroporto ho sbagliato strade su strade, e ho perso l'aereo. Ma a Girona ho abbordato tre ragazze. Una di loro sembrava Claudia. Per il viso, il sorriso mascelloso, la statuarietà giunonica, la cattiveria di quando scherzava. Perché era di Bologna, e le amiche erano andate al Galvani. Ci ho passato il pomeriggio. Io. Per la prima volta. Non è successo niente di quello che prima mi spaventava. È stato... facile.
Alla fine non ho chiesto cellulari o contatti Facebook, seppure a malincuore. Quella che mi piaceva ha dichiarato un ragazzo, e non mi dispiaceva calarmi nei panni del nobiluomo totalmente disinteressato. Ma come rilevava Il Riccioletto, quei panni calzavano a pennello ai miei sensi di colpa per aver fatto una cosa proibita. Loro se lo sarebbero aspettato, e magari non si sono spiegate quello che, dopo aver chiacchierato bene e ben scherzato, deve esser parso come una specie di rifiuto finale ai loro occhi. Riccioletto che è venuto a prendermi all'aeroporto accompagnato da una ragazza francese superiore.Dovrei forse rinunciare all'idea che sia possibile razionalizzare ogni cosa.
Ho saltato a pié pari varie notti di sonno. Le - com'è che le chiamano? ragazze, quelle lì, con cui ci si fidanza e magari pure ci si scopa, sono sempre strane e indispensabili. Hanno fatto scalpore i miei quarant'anni insospettabili (ci lavoro sempre molto) e il mio disadattamento (per quello, varrà la pena, “lavorerò di più”).
A Cadaqués ho lasciato diverse abitudini, ma il bagaglio con cui torno è più grande.