Magazine Cultura

Le note del 2012

Creato il 31 dicembre 2012 da Postscriptum
 

1499_Musica

Durante quest’anno, Post Scriptum, ha dedicato il suo spazio anche alla musica.

Gli album recensiti hanno permesso di compiere un viaggio attraverso vari generi.

Non potendo decidere quale sia il migliore e il peggiore gruppo/artista, cercheremo di fare una passeggiata tra i brani che ci hanno accompagnato.

The Russian Wilds (Howlin Rain): L’hard-rock anni ’70, con schitarrate fiammanti e selvagge ed echi southern. Retrò e revivalistico al punto giusto, è una vera scoperta nel panorama musicale.

Non manca il pop, in particolare il Brit-pop, di Kaiser Chiefs (Yours Truly Angry Mob) e Kasabian (Velociraptor!). Con un tocco di glam, si mescolano in questi due gruppi tradizione e innovazione, vintage sosfisticato ed eccentricità. Racchiudono le caratteristiche della English New Wave più rude e seducente.

Il 2012 segna il grande ritorno dei Red Hot Chili Peppers con “I’m with you”. Da una parte si nota il miglioramento delle prestazioni vocali di Kiedis, dall’altra resta presente il loro marchio che da sempre li contraddistingue di irruenza, strafottenza e virilità.

Ampio spazio è stato dedicato alla scena folk.

I Band of Horses con il loro “Mirage Rock”:il rock si trasforma in emozioni reali che abbracciano le radici folk e country con un piglio moderno.

Passando per le atmosfere create da Iron & Wine, questo genere si fa delicato e malinconico.

Oppure, grazie ai Megafaun, band del North Carolina, il folk-rock si contamina di psichedelia, assumendo una sfumatura più aspra, in grado di emozionare ed entusiasmare  l’ascoltatore.

E se questo gruppo lascia suggestione, Father John Misty con “Fear Fun” incanta e delizia. Nel suo lavoro, la musica diventa rifugio privato in cui trovare privacy, lontana dal chiasso e dal clamore. Un’armonia appena sussurrata.

Ci hanno particolarmente stupito, per commistione di generi e per aver corso il rischio di sperimentare:

-Grace for Drowning di Steven Wilson: il progressive rock sfiora il metal e in alcuni brani si lascia colorare da pennellate jazzy. Un connubio tra mondi  apparentemente così distanti, in cui le poliritmie psichedeliche danno languore, potenza, forza e rabbia, che poi sfociano in una quiete estatica.

-My Wilderness di Piers Faccini: uno sprigionarsi di suoni provenienti da ogni luogo, degna rappresentazione della World-Music. Blues e folk che si lasciano corrompere e ispirare da influenze etniche e sound mediterraneo. Un ritmo caldo che avvolge con il suo profumo esotico e sensuale..proprio come questo brano..


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :