La tensione si sviluppa drammaticamente con l’interiorizzazione della vicenda, che avviene di pari passo con la smitizzazione delle azioni dei re che altro non fa se non umanizzarli, mettendone a nudo le virtù ed i vizi. In particolare si assiste alla lenta, ma costante, evoluzione di Diomede che, da eroe senza macchia e senza paura, quasi etereo nella sua perfezione, si trasforma in uomo disperato che vede incrinarsi sistematicamente ed inesorabilmente tutte le sue certezze, ma soprattutto vede venir meno tutti i valori su cui si fonda la “sua” civiltà, onore, amicizia, solidarietà, a fronte di una progressiva condizione di degradazione morale e sociale. Ancora una volta, Manfredi ci regala un’opera che è di facile e piacevole lettura, ma anche di divulgazione, in questo caso storico-mitologica, assolvendo quindi ad una doppia funzione. Lo scrittore però in questa occasione ci mette qualcosa in più, forse di azzardato o addirittura “fantasy”, proponendo una chiave di lettura non si sa fino a che punto plausibile, partendo comunque sempre dal presupposto che qui si parla di miti e leggende, non certo di storia comprovata. Come di consueto ineccepibile è la ricostruzione degli usi e costumi dell’epoca, testimonianza di studi approfonditi e documentati, che, alla fine, da novello Virgilio, fanno di Manfredi un profondo assertore della continuità “evolutiva” dalla civitas greca a quella latina. Se qualche rilievo, mi è lecito sollevare, esso riguarda l’inizio lento e un po’ troppo confuso che potrebbe mettere in difficoltà il lettore non appassionato del genere ed il finale che, come talvolta capita nelle sue opere, sembra quasi abbreviato, fors’anche troppo sbrigativo, lasciando la sensazione, diciamo pure, l’amaro retrogusto, che dopo una così copiosa ed interessante semina, il raccolto alla fine non sia risultato così fecondo e soddisfacente.
Le Paludi di Hesperia: l’Amaro Destino di un Eroe
Creato il 14 marzo 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Postato il marzo 14, 2012 | LETTERATURA | Autore: Giuseppe Floriano Bonanno