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Le ragioni di Paolo Patanè, presidente Arcigay, su Cossiga

Da Anellidifum0

Dopo la morte di Francesco Cossiga, anche il Presidente di Arcigay, Paolo Patanè, ha ritenuto di dover emettere un comunicato stampa che elogia la figura dell’ex Presidente. Io, assieme a molti altri, abbiamo subito criticato e preso le distanze dai toni di quel comunicato. La mia posizione era: “Il Presidente di Arcigay non è il Presidente di un ramo del Parlamento né di un partito politico. Poteva non dir nulla sulla morte naturale di Cossiga, nessuno se ne sarebbe adontato.” Criticavo inoltre l’uso di una terminologia sbagliata da parte di Patanè, che ha scritto di “matrimonio e adozioni gay” usando così la formula adoperata da coloro che cercano di demonizzare il tema, anziché della formula usata in tutto l’Occidente: “matrimonio e adozioni per coppie dello stesso sesso”.

E’ successo che ho presentato le mie critiche direttamente sulla bacheca di Paolo Patanè, che è un presidente che ho sostenuto, e lui ha fornito in tempi rapidi una risposta lunga e dettagliata, che devo dire sulla parte centrale, quella del perché ha fatto quel comunicato, mi ha convinto. Spero mi capiti più spesso di leggere una risposta a una mia critica in grado di farmi riflettere sul fatto che sbagliavo. Anche Giovanni Dall’Orto è intervenuto sul merito della disputa, difendendo la posizione di Patanè. In ogni caso, questa è la risposta di Paolo Patanè alle mie critiche di due giorni fa:

Caro Sciltian…ovviamente rimango sulla mia posizione, e ti spiego il perchè.Posto che il comunicato non aveva la pretesa di offrire un’analisi sulla figura di Cossiga,voleva affermare tuttavia il diritto di esprimere una valutazione su azi…oni ed affermazioni attinenti ai temi lgbt fatte da un uomo che, piaccia o meno,l’Italia l’ha attraversata politicamente,istituzionalemnte e storicamente. Il come ,poi,non competeva a quel tipo di comunicato che aveva un altro senso.Il diritto di affermare delle cose al di fuori dei conflitti ideologici è per me sacrosanto ed urgentissimo.Arcigay non è una consulta di partito e deve potersi esprimere anche scomodamente.

Ogni tanto sottolineo che per alcuni sono comunista e per altri fascista…e questo dimostra che la contraddizione non è mia,ma semmai di chi usa un metro ideologico per valutare le mie azioni.Che di ideologico non vogliono avere nulla.Ho difeso a spada tratta parti del Movimento che qualcuno definirebbe “antagoniste”per ragioni che ritenevo buone ,ed oggi mi sento di difendere quello che Cossiga fece sui temi lgbt per ragioni che ritengo altrettanto buone. Tutto il resto non scompare non si dimentica,ma ne parliamo altrove. Qui,nel mio ruolo io non pretendo di parlare di nulla ,ma di questioni lgbt si….E su quelle,sbaglia moltissimo il blog che tu citi, [questo qui, ndAdF] Cossiga non diede per nulla briciole.Anzi!Ci incontrò 20 anni fa,dico 20,e non avantieri.Gesto talmente FACILE da parte di un Capo dello Stato da dover attendere venti anni per avere una replica. Il riconoscimento istituzionale parti da là,ed in quella circostanza,per la prima volta nella storia i tg di Stato parlarono di un’associazione lgbt.Compreso il TG1,dove Cossiga andò apposta,il giorno dopo ,per ricordare l’incontro con Arcigay.

Fu Cossiga a firmare quel decreto 223 del 1989 che ha permesso a livello locale da 21 anni a questa parte,dico ventuno, spazi di diritti e di iniziativa a quelle povere coppie italiane dello stesso sesso, tanto spesso infervorate nei conflitti ideologici altrui,e tanto spesso volentieri dimenticate e cancellate senza nessunissima pietà.
E fu sempre lui,pur martellando e picconando matrimonio e adozioni tra persone dello stesso sesso (QUI HAI RAGIONE SUI TERMINI,MA VEDO CHE SEMPRE SU QUEL BLOG DA TE CITATO SONO IN OTTIMA COMPAGNIA :-) ) che per la prima volta GIA VENTI ANNI FA definì cmq la necessità di un riconoscimento per le COPPIE,e dico coppie ,che fosse diverso dal matrimonio,ma che avesse carattere pubblico e non privato.
Coppie e riconoscimento pubblico: la Corte costituzionale queste cose le ha definite solo qualche mese addietro.

NON mi sembrano esattamente briciole,e trovo sbagliato ,proprio perchè assunto con la chiave di lettura di un rancore ideologico (poi certamente motivatissimo e che io posso pure condividere,ma che non affronto qua per coerenza)lo stravolgimento di fatti ed affermazioni che riguardano i nostri temi e che io mi rifiuto di nascondere per motivazioni che ,gravi o meno ch esiano,non attengono ai nostri temi.Su certe cose lui fu un precursore come detto.Con gli enormi limiti di tutti i personaggi di quella provenienza,ma lo fu oggettivamente.Perchè non dirlo?Io non devo servire questa o quella impressione .Se ti dicessi quanti decine e decine di messaggi di congratulazioni ho ricevuto per questo tanto controverso comunicato da parte di persone lgbt rimarresti senza parole ,ma non è il consenso il metro,oppure il dissenso.

Vorrei cercare di aprire una riflessione sulla urgente de ideologizzazione dei nostri temi che a noi non ha portato proprio nulla di nulla di nulla.Solo l’abuso da parte di altri che poi per noi,in realtà ,oltre alle chiacchiere non hanno mai fatto nulla.Certo nessun Governo è caduto sui nostri temi. Mai.

E trovo poi anche vergognosamente cinico da parte di alcuni sottovalutare il peso che ebbe un incontro con il Capo dello Stato venti anni fa in occasione del 1 dicembre,anche per chiedere aiuto in un momento in cui le persone gay morivano a grappoli e per tutti erano degli squallidi untori condananti dal padreterno. Continuo a dire che parliamo di venti anni fa. Tutto il resto và cmq affrontato,ed io non intendo favorire nessuna rimozione o revisionismo,ma evidenziare questi punti precisi.Con il diritto di farlo senza tener conto di niente altro,così come tutti i nostri politici parlano di qualunque cosa senza mai tener conto di noi.

 


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