Le recensioni di Emiliano: “L’omissione di Dante”

Creato il 27 novembre 2011 da Ciessedizioni

L'omissione di Dante

di A.L.Ronin

CIESSE Edizioni

Un gioco delle parti che deve far riflettere sotto diversi aspetti. Questa è una delle forze che caratterizzano il romanzo giallo di A. L. Ronin, L'omissione di Dante, pubblicato da CIESSE Edizioni.

Una storia cruda, ma potenzialmente reale. Uno sfondo silente che serpeggia nella nostra società, e non fa da sfondo ma si muove, striscia, ruba l'innocenza e i sogni ai bambini, li devasta. Un mondo marcio nel quale esseri innominabili distruggono ciò che di più bello esiste al mondo, il sorriso di un bambino. Un sorriso che riflette la luce, occhi che ti osservano, un corpo che si abbandona al tuo comando perché sicuro del tuo amore, perché si fida, e non sempre è così. Il mondo che conosciamo vive anche di ipocrisia, e il non parlarne spesso aiuta a superare certi eventi, certi disagi, certe verità volutamente celate perché terribili da raccontare. Molto meglio prendere il colpevole e rinchiuderlo, nessuno ne sentirà la mancanza. Ma Ronin, autore di questo ottimo giallo che sa tenerti incollato alle sue pagine fino alla fine, è riuscito lì dove molti voltano lo sguardo dall'altra parte: ha sbattuto in faccia la verità su questo nostro mondo marcio. E lo ha fatto con un ottimo stile narrativo, intrigante e a tratti ironico, con una narrazione fluida, passando da una terza a una prima persona narrante che non sempre riesce nell'intento di tenere alta l'attenzione del lettore. Se poi il tema è di quelli scottanti e volutamente poco trattati dai media, Ronin con il suo L'omissione di Dante, è riuscito nell'intento di portare in superficie questi orrori e porli sotto gli occhi di tutti in modo nuovo. Un giallo avvincente perché incuriosisce, ti incastra in un gioco delle parti che vuoi scoprire, nel quale fin da subito ti immedesimi, ma che non sarai in grado di comprendere fino alla fine, dove il lettore si chiederà più volte chi è l'assassino, il complice, ma soprattutto il cattivo! E con un ennesimo colpo di scena finale. In questo romanzo sarà il lettore a decidere chi è il cattivo, e questo è un altro punto di forza notevole. E il cerchio si chiude, come il girone dantesco che l'autore fa rivivere tramite il protagonista, l'Ispettore Verso, e il suo cattivo, l'assassino, che con freddezza sarà in grado di rintracciare quei schifosi pedofili nascosti in quella società nella quale viviamo, celati ai nostri occhi, orchi che dilaniano i sogni dei bambini, e i nostri, uccidendoli uno a uno.

Un girone di cui Dante non ha voluto parlare, un girone innominabile, una categoria presente, oscurata dal terrore, in cui Ronin ci trasporta con una trama non banale e importante, in grado di porci nella condizione di chiederci realmente cosa avremmo fatto noi al posto dell'Ispettore Verso.

Lettura altamente consigliata.

Antoine L. Ronin è nato a Marsiglia da padre francese e madre italiana. Attualmente vive a Cap d’Antibes con moglie e figlia. Si occupa dei suoi ristoranti ma non ha mai abbandonato la voglia di leggere. Da una piccola disputa con suo cognato, anch’egli appassionato lettore di thriller/noir, disse che avrebbe scritto un romanzo altrettanto interessante come quelli dei maestri del brivido.

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