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Legge lavoro: grazie a Napolitano...

Da Brunougolini
Legge lavoro: grazie a Napolitano...Occorre dire grazie al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ha testimoniato col suo rinvio alle Camere della legge sul lavoro una sensibilità che molti hanno perso.
Quella legge che cambia i rapporti di lavoro, non è stata, ad esempio, uno dei capisaldi del recente scontro elettorale. Sembrava non interessare. Forse si pensava che non portasse voti, nemmeno quelli del mondo del lavoro.
Eppure in quel groviglio di norme si gioca una partita grande che chiama in causa i possibili assetti di una società futura. Una società fondata sulla partecipazione viva e attiva, a cominciare dai luoghi dove ciascuno conduce la maggior parte del proprio tempo di vita (fabbriche, uffici, servizi, studi professionali). Oppure una società affidata al dominio di carrozzoni burocratici, come mastodontici enti bilaterali chiamati addirittura a decidere su diritti indisponibili. Una società che delega, una società fondata sull'indifferenza e l'astensione, una società spenta, una società di sudditi. Con Presidenti e Boss a cui baciar le mani.

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