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Lettera ad Attilio Befera, presidente di Equitalia Gerit

Creato il 20 gennaio 2011 da Cristiana

Lettera ad Attilio Befera, presidente di Equitalia GeritGentilissimo dott. Befera,

torno da poco dalla sede di Equitalia sulla Cristoforo Colombo dove ho fatto una fila di 1 ora e 15 minuti. Vorrei sinteticamente raccontarle il mio rapporto con Equitalia Gerit, società che lei gestisce dal 2008. 1) Ho chiesto la ratezione di 3 cartelle che mi è stata concessa dilazionata in 27 mesi. Alla mia domanda se era possibile fare un RID bancario mi è stato risposto che non era possibile. E’ vero che le rate sono tutte diverse (cosa assurda) ma essendo tutte di importo 122,qualcosa, avrei fatto un RID bancario con la cifra 122,la cifra maggiore spendendo volentieri quei 20 centesimi in più al mese pur di non dover combattere una volta al mese con un ufficio postale (altro bel posto inefficiente). Un suo dipendente mi ha risposto prima che me lo sconsigliava e poi che non si poteva. Su mia insistenza ha affermato che le banche con la valuta fanno come gli pare. Ho specificato che le banche ora consentono, per i bonifici on line, di indicare la data di valuta. E’ possibile che non lo sappiano questo i suoi dipendenti? E’ possibile che lei che lavora in banca dal 1965 non sappia queste cose? 2) Vanto un credito che mi avete chiesto di esigere inviando per posta o fax un modulo. Dopo 3 mesi non ho ricevuto nulla. Oggi ho chiesto informazioni (ovviamente facendo una fila diversa rispetto a quella della cassa) e mi è stato detto che NON era stata evasa. Quando ho chiesto di sapere quando avrei avuto i miei soldi mi è stato risposto: le faremo sapere. Come mai inviate cartelle esattoriali con date di scadenza, minacce di pignoramento e io NON posso esigere di avere una data, una risposta chiara e definita? Sottolineo che la responsabilità NON è del suo dipendente. Proprio il sistema NON consentiva di dare la risposta. 3) alle 13 e 35 ho chiesto di uscire per andare a prendere un panino ma la sicurezza non me lo ha consentito. Se uscivo non potevo più rientrare. Capisco la rigidezza ma solo quando non è a senso unico. 4) Lei lavora in un’azienda pubblica, partecipata per metà dall’INPS e per metà dall’Agenzia delle Entrate. Lei ha il dovere di rendere efficiente il suo ufficio, di formare i suoi dipendenti e di darmi il servizio più comodo e cortese possibile perché Lei è un mio dipendente anche se non ho la più pallida idea di che stipendio prende. Io faccio politica attivamente e sento maggiormente il dovere, oggi, da politica e da cittadina di dirle che il servizio di Equitalia Gerit è carente. Lo migliori, cortesemente e faccia in modo di telematizzare il servizio il più possibile (che non significa avere un sito web o un numero verde a risposta automatica). Grazie. Aggiornamento: siamo alla beffa. L’indirizzo del suddetto presidente, messo in bella vista sul sito di Equitalia, è dato come inesistente e le mail tornano indietro: [email protected] Senza parole.
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