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Lettera dalla Valle d’Aosta… 6

Creato il 22 settembre 2011 da Patuasia

Proverò a descrivere questo stato dell’animo e delle cose, a partire dall’osservatorio valdostano. Le montagne proteggono e soffocano allo stesso tempo. Non c’è scelta. Il paesaggio naturale è bello e incontaminato, ma alla lunga stanca, tanto più se la compagnia è scadente. La marxiana idiozia della vita di campagna. Si parla soltanto di fare soldi e accumulare roba. Maschi imbecilli e stupide femmine si accoppiano per dare alla luce bambini idioti. L’orizzonte dell’azione si restringe alla cura e alla difesa della proprietà. Una bella e sontuosa abitazione, rigorosamente in pietra e legno, è l’occupazione di un’esistenza intera. La chiacchiera da bar è il commento del giorno. L’immigrato sfruttato si ubriaca con l’allevatore in osteria, ma all’alba sarà svegliato a calci in culo per mungere le vacche. La badante schiavizzata va a letto con l’agricoltore possidente, gettando nel panico i familiari in attesa dell’eredità. I vecchi pensionati, sempre più astiosi e rimbambiti, aumentano e riempiono le piazze e gli ospizi. I giovani ciondolano assonnati senza futuro. L’ignoranza e la bestialità sono i custodi della tradizione. Alla sera si dorme senza sognare. Al risveglio si controlla il conto in banca. (fine sesta parte)


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