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Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani

Creato il 25 settembre 2015 da Gowoman
Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani

25 set 2015

Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani

Scritto da Tiziana Bilotta

Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani

Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani
Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani
Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani
Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani
Lettere contro la guerra: riflessioni di Tiziano Terzani

Mi piacciono le sfide. Mi piacciono un casino. E così con una mia cara amica ci stiamo sfidando a colpi di libri. Ebbene si, una competizione sana e assolutamente irresistibile, per noi lettrici accanite: entrambe stiamo provando a terminare entro l'anno la Reading Challenge 2015.

La parte divertente è cercare di inserire questo o quel libro in una categoria, scoprire che un romanzo potrebbe appartenere a più di un genere e quindi scegliere dove collocarlo.
La parte interessante, invece, è il fatto che questa lista ti "obblighi" a fare i conti con la lettrice che sei o che credi di essere. Devo, ad esempio, leggere un libro che ha avuto cattive recensioni, un libro che mi spaventa, un libro che è in fondo alla mia lista. Oppure devo confrontarmi con autori che non ho mai letto, che (ovviamente) sono millemila.
Tra questi, ce n'è uno in particolare che mi ha sempre incuriosito e che non avevo ancora avuto modo di conoscere attraverso le sue parole: Tiziano Terzani. Naturalmente sapevo che era uno scrittore, famoso per giunta. Di lui ricordavo la barba, quel suo aspetto "orientale" alla Osho, alcune citazioni sparse qua e là che mi suonavano belle, belle davvero. Stranamente non ero, vuoi per un motivo vuoi per un altro, mai riuscita ad approfondire la sua conoscenza.
Poi l'altro giorno vado in un centro commerciale e, anzichè pensare alla lista della spesa, mi fiondo nella zona libri, che mi attira sempre inesorabilmente e in cui finisco punutalmente a gironzolare anche se non sempre acquisto qualcosa. È che mi piace sbirciare tra le nuove uscite, i classici, prendendo appunti mentali su quale sarà il mio prossimo tesoro.
Vedo questo libro azzurro e grigio, il nome scritto a caratteri decisi e un titolo che calamita la mia attenzione, "Lettere contro la guerra". Decido all'istante, lo prendo. Ed è subito amore.
Mi domando come abbia fatto a non leggere qualcosa di suo prima d'ora. Diamine, gente, ho ventotto anni. Cerco di perdonarmi con questo articolo, sperando che chi come me è colpevole di questa mancanza enorme poi corra ai ripari.

Ovviamente non si tratta di una storia con un protagonista che supera mille difficoltà e poi ottiene un premio, alla fine. Come potrete facilmente capire, si tratta di lettere che Tiziano scrive, mentre è in giro per il mondo, da corrispondente quale è.

È importante la sua biografia per capire: Tiziano Terzani nasce nel 1938 a Firenze, sin da giovanissimo dimostra la sua passione per lo studio, la sua vivace intelligenza e curiosità, che lo porteranno a sperimentare circoli di cinema e teatro e poi a laurearsi. Dopo alcune esperienze come cronista, decide di accettare un impiego presso l' Olivetti (una società tra le più importanti, in quel periodo, nella produzione di macchine per scrivere, da calcolo e per l'elettronica). Grazie a quest'azienda può viaggiare in tutta Europa, in Africa e in Oriente. Nel continente africano può osservare da vicino l'apartheid, fenonemo che inizia a documentare attraverso foto e interviste. È proprio in seguito a ciò che decide di lasciare l'Olivetti e di diventare un giornalista a tutti gli effetti, scrivendo per la testata tedesca Der Spiegel e poi collaborando con Repubblica, Il messaggero ed altri giornali sia italiani che stranieri.
Dopo un soggiorno negli Stati Uniti, si trasferisce a Singapore con la famiglia (la moglie Angela, che sarà sempre a lui vicina, e i figli Folco e Saskia), poi a Honk Kong, e ancora a Pechino.

Gira in lungo e in largo tutta l'Asia, dall'India passando per il Pakistan arrivando al Vietnam e in questi viaggi, alcuni brevi altri meno, Tiziano ha modo di vedere tutto l' orrore che le guerre portano con sè. Assorbe i vari punti di vista, respira altre culture, altre religioni, da sempre empatico, "spirituale", vive il dolore di intere popolazioni come se fosse suo.

"Lettere contro la guerra" è una raccolta di pagine che furono pubblicate su "Il corriere della sera" e che egli scrisse in seguito all'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001. Si tratta di meravigliose riflessioni su quello che ebbe luogo quel giorno, sulle terribili conseguenze di quell'avvenimento, sull'attegiamento di ogni singolo individuo all'indomani della tragedia, una vasta analisi di ciò che è necessario cercare di capire per evitare che l'odio porti con sè altro odio. Terribilmente attuale, se pensiamo che la "lotta" al terrorismo è iniziata proprio quel giorno, un giorno che funge da spartiacque tra il prima e il dopo, e terribilmente profetico, vista la situazione che ci si para davanti ancora quattordici anni dopo.

Sono convinta che un uomo della portata di Tiziano Terzani vada studiato nelle scuole, vada insegnato ai ragazzini, vada amato e ascoltato.
Ragion per cui, nel caso non abbiate ancora avuto modo di conoscere il suo pensiero e le sue parole, proprio come me soltanto qualche giorno fa, vi consiglio di correre in libreria e rimediare.


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