
1 2 3 4 6 7 9etrusco thun zal ci huth sa semph nurphlatino unum quattuor sex septem novem germanico zwairanico sih
E c'è da precisare che le discrepanze fonetiche esistenti fra i numerali etruschi da un lato e quelli altri indoeuropei dall'altro non sono affatto più numerose né più ampie di quelle esistenti fra i numerali di tutte le altre lingue indoeuropee.Oltre a tutto ciò è un fatto che io sono solito esprimere o applicare grande costanza o perseveranza nel mandare avanti i miei studi. Su parecchie iscrizioni etrusche io ho prospettato, col passare del tempo, decine di differenti o perfettive interpretazioni e circa il significato e il valore di molti vocaboli etruschi io sono passato e ripassato decine di volte. E poi, tanto più mi sono sentito di non smettere dalla mia perseveranza, quanto più andavo constatando che essa mi dava i suoi frutti, certi o almeno probabili.Inoltre io ho avuto la grande pazienza di leggere e studiare gran parte di tutta la vasta bibliografia relativa alla lingua etrusca, anche di quella trascurata ed esorcizzata dalla scuola archeologica italiana negli ultimi 60 anni. Ed ovviamente ho fatto tesoro delle non poche scoperte effettuate dagli studiosi precedenti, adoperandole ai fini delle mie scoperte successive.Mi è poi servita parecchio anche la esperienza da me acquisita da militare nell’ultima guerra mondiale, quando, anche in virtù dei miei studi di linguistica già intrapresi, sono stato impiegato pure nell’attività di decifrazione di messaggi criptati.Infine io adopero il computer da circa 30 anni e inoltre con discreta padronanza e pertanto posso affermare che questo strumento da un lato mi ha consentito di velocizzare enormemente il mio studio e la mia ricerca, dall’altro e soprattutto di procedere continuamente e con facilità alla “comparazione” dei vocaboli studiati, delle loro radici e dei loro morfemi; tutte operazioni che ovviamente mi hanno consentito di effettuare non poche scoperte ermeneutiche. Però tengo a precisare bene che il computer non effettua mai “scoperte”, ma solamente mette il ricercatore in grado di effettuarle.
Per concludere, io sono fermamente convinto di avercela fatta con l'annoso problema della lingua etrusca e questo ho fatto – lo ripeto – non per una mia effettiva “genialità” di uomo e di studioso, bensì per l'intervento a mio favore di alcune circostanze favorevoli e soprattutto per avere semplicemente fatto il mio “mestiere” di linguista storico, con metodo scrupoloso e con continua perseveranza.Il silenzio dal quale fino al presente sono stato circondato da parte dei miei colleghi linguisti non mi preoccupa granché: può dipendere dalla loro mancanza di coraggio ad affrontare uno spinoso e secolare problema oppure anche dall’invidia rispetto ai risultati da me raggiunti (come effettivamente ha avuto l'onestà di riconoscere un mio autorevole collega).
Sassari, 14 giugno 2014.Massimo Pittauwww.pittau.it
