Giudizio. Il libro, per certi versi, è sconcertante. Rivela o svela, oppure soltanto ipotizza scenari politici e mafiosi a dir poco imbarazzanti. Nomi e cognomi non fanno difetto e nemmeno allusioni di responsabilità, diretta e non di stragi, omicidi e scelte “strategiche”. Da leggere con attenzione e curisoità, per riflettere sul passato, per non disperdere alcun framento di memoria storica, per indagare sulle colpe di uno stato che non intende processare se stesso. Anche io, che sono un poliziotto, ne sono rimasto colpito e quasi mai in positivo. Da non perdere.