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Libro sul comodino

Creato il 30 maggio 2011 da Aghi

LIBRO SUL COMODINO

Isabella tormentava coi denti la penna d'oca, lo sguardo assente e i libri dei conti aperti davanti. Per ore li aveva studiati cercando di rimettere ordine; Lord Oadby li aveva contraffatti molto abilmente e le ci erano voluti dei mesi per capire come era riuscito a farli tornare. Sospirò, posò la penna e si strofinò gli occhi stanchi.
Dopo la morte del conte (su cui per fortuna nessuno aveva indagato), Isabella, con non poca soddisfazione, aveva fatto fare i bagagli e Lady Shrewton, ora pazza di dolore e agitatissima, nonostante lei si lamentasse di non aver un posto dove andare (suo marito l'aveva cacciata via quando lei si era unita a Lord Oadby).
"Povero Percy", piangeva e si torceva le mani sconvolta dal dolore per il conte defunto, ma Isabella sapeva che la contessa era solo preoccupata per il proprio destino. "Era tutto ciò che avevo. Che ne sarà di me?"
La giovinetta aveva guardato gelida Lady Shrewton e aveva risposto: "Non lo so e non mi interessa, milady. Avete un'ora per andarvene da Rushden - e portate con voi solo i beni che vi apaprtengono. Se entro un'ora non ve ne siete ancora andata, vi farò cacciare a forza dai soldati di mio fratello"
"Siete crudele!" aveva esclamato la contessa, "dopo tutto quello che ho fatto per voi, ingrata ragazza"
"Voi per me non avete fatto proprio niente, se non usurpare il posto che mi spettava come signora di Rushden e rendermi la vita impossibile", aveva risposto Isabella con rabbia appena controllata.
da Rebecca Brandewyne, Il fiore dell'estasi, pag 85

 

Scritto da millecuori alle ore 17:26 del giorno: lunedì, 30 maggio 2011


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