Magazine Cultura

Licia Troisi sull’editoria a pagamento

Da Ayameazuma

L’editoria a pagamento non è editoria. Punto. È un servizio di stampa copie, fa il lavoro di una rilegatoria. Un editore investe sull’autore, lo paga per il suo lavoro, spesso con un anticipo sulle vendite, e mai, maigli chiede soldi. Perché funziona così: tu autore metti il lavoro, lui editore mette il rischio. Ed è per questo, per inciso, che si prende anche la fetta maggioritaria sul guadagno.
Una casa editrice a pagamento guadagna coi soldi degli autori; l’autore si ritrova con cinquecento copie del suo libro che gli ammuffiscono dentro casa, perché ad un certo punto finiscono i parenti cui regalarle, e una cifra variabile dalle varie centinaia ad alcune migliaia di euro in meno nel portafogli. La casa editrice a pagamento ha guadagnato.
Infine, le case editrici a pagamento sono la morte dell’editoria e della letteratura: non selezionano, pubblicano tutto, perché non gli interessa vendere libri, gli interessa prendere soldi dall’autore. Fine.

Leggi tutto


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog