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Life is beautiful : MR Brainwash

Creato il 27 gennaio 2013 da Wsf

” Se voglio pisciare su una tela e chiamarla arte, lo farò ” Mr Brainwash

“Mr Brainwash è una forza della natura, lui è un fenomeno. E non lo dico in senso buono ” Banksy

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  Thierry Guetta aka Mr. Brainwash

Quella che sto per raccontarvi è una bella storia.  Scioccante e incredibile allo stesso stesso tempo , una storia che intreccia ossessione e passione, non solo alla filosofia ed alla grammatica del linguaggio dell’arte , ma anche all’interessante mutazione antropologica dell’assetto mentale e sensoriale del suo fruitore avvenuta in questi secoli. E’ una storia emblematica dunque, che certamente pone la questione del complesso legame tra sguardo dello spettatore e messaggio dell’opera, la sua rappresentazione iconologica e e simbolica e lo storico enigmatico interrogativo: cos’è l’arte ?

Thierry Guetta, aka Mr. Brainwash, francese per nascita è un comune uomo sposato e padre di tre figli.  Vive a Los Angeles ed è proprietario di un negozio di abbigliamento vintage per gli estimatori più bohemienne della città. Più che un hobby, Thierry Guetta ha un’ ossessione, una irriducibile ossessione, quella della telecamera. Riprende ogni cosa  in ogni momento tutto il giorno ogni giorno. E’ ossessionato dal cogliere e trattenere ogni attimo che scorre, ogni evento, ogni cosa. Persino un wc , prima e dopo l’uso per Guetta merita di essere ripreso. Ogni immagine infatti è per lui potenziale fonte di ispirazione, potenziale fulcro di una nuova idea.  Guetta è il cugino di Invader , uno street artist abbastanza conosciuto a Los Angeles per i suoi mosaici che richiamano gli omini del noto videogioco ” Space Invaders “.  Così misteriosa e avvincente è la street art che Thierry Guetta non può non occuparsene filmando. Comincia così la sua avventura nel mondo dell’arte : ossessione, curiosità ed energia a cavallo di una telecamera che lo portano a riprendere senza tregua  le imprese notturne di Invader  , ad immergersi completamente nell’inusuale mondo di questa affascinante arte notturna e a conoscere anche  altri street artists di fama come ad esempio Shepard Farey, il notissimo autore di HOPE con il volto di Obama.

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Guetta è completamente invasato dalla ripresa, dedica tutto il tempo agli street artists  seguendoli per ogni dove con la telecamera, arrampicandosi su edifici, torri e scale , tra inseguimenti della polizia e nottate passate senza dormire. Centinaia di ore di filmati senza sosta, e una passione che diventa malattia conclamata . Drogato ormai dalla ripresa, neanche la sua famiglia costituisce più un valido deterrente perchè si immerga di nuovo nella realtà e magari si occupi delle bollette da pagare.

Tra tutti gli street artists  che Guetta riprende , ne manca però uno. Il più provocatorio, il più sfuggente, il fantasma di fama mondiale , Banksy. Mettersi in contatto con Banksy, rintracciarlo e avvicinarlo è un’autentica impresa. Banksy  è solo un’ombra , un’anima che vive nei suoi murales ed installazioni misteriose, un super eroe. L’impresa sembrerebbe impossibile, ma il destino fa il suo gioco. Banksy un bel giorno arriva a Los Angeles  in cerca di un bel muro in vista su cui lavorare. Si mette in contatto con Invader ed il gioco è fatto. Finalmente Guetta è al cospetto di Banksy.

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   Banksy

Guetta non ci sta più nella pelle, incontra Banksy e si mette a sua completa disposizione in tutto e per tutto. Gli compra un telefono perchè lo chiami per ogni cosa cosa di cui lui abbia bisogno e ovviamente gli propone di filmarlo. Sulle prime Banksy è molto perplesso per la proposta : tiene all’anonimato di se stesso e delle sue idee e mai fino a quel momento ha lasciato che qualcuno lo avvicinasse. Banksy però rimane piacevolmente sorpreso da Thierry . Lo trova temerario, instancabile, impavido, spudorato. Trova inoltre interessante la sua proposta:  dal momento che la street art è  per sua essenza destinata a sparire anche nel giro di una notte, la ripresa costituirebbe una sorta di testimonianza importante per valorizzarla e imporla a tutto diritto nel mondo dell’arte ufficiale. Decide così di farsi riprendere e affidare a Guetta il montaggio di un film che lo riguarda. Thierry così inizia a riprendere il lavoro di Banksy che si fa filmare sempre di spalle e rigorosamente coperto. Le imprese di Banksy sono da brividi, semplicemente eccitanti ed adrenaliniche; si passa da Disneyland alla celeberrima British Tate Gallery, dove tra inseguimenti della security e polizia vengono piazzate installazioni misteriose sotto lo sguardo attonito dei visitatori . Ma il fim che ne verrà fuori sarà per Banksy una grossa delusione . Dice in un intervista : ” Il risultato è stato completamente inguardabile miscuglio di istantanee che nulla avevano a che fare con la street art. Era come fare zapping in TV con il telecomando ogni mezzo secondo e farsi venire un gran mal di testa. E ‘stato a questo punto mi sono reso conto che Guetta forse non era davvero un regista. Che era forse solo una persona con problemi mentali che si trovava ad avere in mano una telecamera ”   Deluso dal film, Banksy allora consiglia a Guetta di lasciare la telecamera e dedicarsi all’arte. Mai però l’irriverente  star internazionale  inglese avrebbe potuto avere  la minima idea di quanto seriamente Guetta avrebbe preso il suo suggerimento di diventare un artista e che quel film commissionato su di lui sarebbe poi finito per diventare un film su Guetta stesso. Mai nessuno avrebbe potuto immaginare in quale modo Guetta avrebbe compiuto un tale grande trasformazione di se stesso e della sua vita diventando  infatti Mr Brainwash l’artista di strada internazionale  che avrebbe venduto il suo lavoro guadagnando milioni di dollari e lavorando con grossi artisti dal calibro di Madonna.  Dice Guetta in una intervista : “Io prendo tutto sul serio e faccio tutto con il mio cuore. Così, quando ho avuto la possibilità di fare qualcosa, è stato come  se un malato mentale  finalmente avesse a disposizione un strizzacervelli: ho vomitato tutto quello che avevo dentro. “” Mr Brainwash è ‘solo un nome. Ma più vado avanti più mi sento dentro ad un lavaggio del cervello. Un Picasso lava il cervello, un Banksy lava il cervello. L’arte è lavaggio del cervello “.

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La sua prima mostra personale ” Life is beautiful “, per cui Guetta ipoteca ogni suo avere , batte ogni aspettativa : migliaia di visitatori e centinaia di opere vendute.  Un’euforia tra i visitatori che li porta addirittura a sfondare i cancelli. Senza aver compiuto dunque i piccoli passi che competono ad ogni artista per imporsi, Thierry Guetta in pochi mesi diviene il celebrato Mr Brainwash. Dice ancora in un’intervista : “L’arte non ha pareti. Chiunque può essere un artista. L’arte non ha regole. Non c’è alcun manuale. La gente dice che ho fatto uno spettacolo creandolo dal nulla, ma non sanno niente di me. Non sanno che ho avuto questo dentro di me per molto tempo. “”La creatività è nel mio cuore. Quando dico ‘cuore’ che voglio dire ‘arte’. Il mio cuore è un pezzo d’arte. Nessuno può capire. È per questo che dico: il tempo ci dirà [come il mondo non mi vedrà]. Qualunque cosa accada io sono qui, io sono forte, non ho intenzione di smettere. Mai, mai. Mai andare a fermarsi. Che vengano, non possono prendere la mia anima. “

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Personalmente trovo le opere di Mr Brainwash eccezionali : da un lato le trovo letteralmente insulse, dall’altro travolgenti ed energiche. Se dovessi  infatti giudicarle dal punto di vista del tema e della concettualità che le accompagna, direi che  nelle sue è praticamente inesistente. Sono soltanto una rielaborazione in photo-shop in versione  iper-pop della già esistente cinica  pop art di Wharol . Ma certo non si può negare l’evidente energia che emanano che pone in movimento lo sguardo dello spettatore e fornisce la prova provata di come l’iconologia di un’opera d’arte è oggi cosa che conta più del concetto filosofico di cui si fa portatrice. E qui non ci si deve scandalizzare, è tutto nella norma se appunto si pensa a Platone e alla sua concezione dell’ “arte come semplice traduzione dell’idea “ .  Ancora se la filosofia di Platone non dovesse convincervi, già Foscolo all’epoca che fu ci diceva che “  l’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”.

A ben pensarci  dunque Guetta è l’emblema della traduzione di un pensiero filosofico antico nell’ottica della continuità e dell’evoluzione del tempo,  il nostro tempo in cui l’arte e la filosofia non possono che essere segnata dall’avvento della tecnologia il cui messaggio è un messaggio che assolutizza e si conclude nell’attimo in cui si guarda l’opera, un messaggio  che in più assume una valenza concettuale possibile e che soprattutto fa riflettere : a  una rappresentazione artistica è dato anche di avere potenza fine a se stessa , ovvero una potenza tale che pur facendosi portatrice di nessun particolare messaggio la comprensione e la forza dell’opera non ne viene compromessa.

Se per default infatti siamo portati storicamente a concepire l’arte come portatrice di un concetto e se complesse dottrine filosofiche, teologiche e politiche sono insite in svariate opere d’arte nel mondo occidentale ed in quello orientale , ecco che l’arte di Mr Brainwash se ne infischia di tutto questo e non preoccupandosi di operare un’astrazione dal punto di vista intellettuale o di aprire a molteplici orizzonti di senso, offre solo un universo di immagini virtuali fini a se stesse senza narrazione insita , un pò come quelle degli spot pubblicitari. Immagini con poco senso iscritto , completamente staccate dal reale che però vengono lette dal fruitore dell’opera come universali.

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Mr Brainwash segue pur non sapendolo la filosofia non sistematica – tipo la nietzschiana – abbracciando il concetto che l’opera è un frammento, un frammento che non è parte di un tutto, ed ha fine espressamente pratico : non si immagina, ma si produce  e si rielabora un’immagine. L’arte viene risolta in mera sequenza di belle immagini o contenuti gradevolmente proposti in cui può anche non esserci quella condizione indispensabile che ispira  a rimandi su storia, dottrine ed enigmi. Semplicemente Guetta si  lascia inspirare dalle icone e dalle immagini caratteristiche della cultura di massa, introducendole ed imponendole in una dimensione di legittimazione artistica. E questo evidentemente basta, come tra l’altro Wharol insegna.

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Prende e scopiazza immagini rielaborandole e rappresentandone solo l’involucro. E’ un autore a tutto diritto del post-modernismo in cui il trionfo dell’immagine è affidato ad  fruizione dello spettatore declinata esclusivamente al presente, come uno spot, come una foto polaroid . I volti rappresentati in serie non raccontano la storia dei personaggi, ma solo lo “spazio” della loro iconizzazione, solo l’nvolucro esterno del loro trionfo nel circuito mediatico e la loro instaurazione nell’immaginario collettivo. Se ne trascura lo spirito, il legame importantissimo con la storia e la vita personale e di più con l’intuizione sensibile del fruitore. Anzi, il lavoro di Mr. Brainwash è appunto un gioco con quest’ultimo. Tutto è un attimo, l’arte è la traduzione di un attimo transfigurata in un sogno o in un’allucinazione, ed il fruitore a questo gioco ci sta più che consenziente.

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Forse allora non è necessario dipingere, inventare, scolpire creare per definirsi artisti, ma semplicemente è importante pensarsi artisti e vivere da tali. E date le testimonianze di ciò mi viene in mente dunque la grandezza della definizione per l’arte data da Margolis : l’arte è la rappresentazione di  una forma di dualismo tra lo stato mentale dell’artista e la sua traduzione in opera materiale.  E’ davvero un lavaggio del cervello come dice Mr Brainwash , la testimonianza della passività dello spettatore dinanzi alla potenza della rappresentazione e all’energia dell’artista, è davvero una pisciata galattica liberatoria che ci entusiasma e ci fa rinascere sia che ad idearla siamo noi, sia che a fruirne o a farla siamo noi.

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