Magazine Cultura

Llibri per l’estate 2013: i consigli dei Serpenti

Creato il 02 agosto 2013 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

Llibri per l’estate 2013: i consigli dei SerpentiCome ogni anno, chiudiamo le saracinesche per un mese e ce ne andiamo in vacanza. Prima però vi diamo i nostri consigli (non richiesti) di lettura.
Buone vacanze, buone letture e ci vediamo a settembre!

I consigli di Alessia Caputo
Credo proprio che questa sarà l’estate dei libri illustrati. Ma ancora prima, cioè prima che gli occhi siano così stanchi da non riuscire più a guardarlo neanche da lontano, un libro leggerò e spero lo farete anche voi.
Butcher’s crossing di John Williams (Fazi, 2013), perché io di Stoner mi sono innamorata e non vedo l’ora di innamorarmi anche di questo. La storia è quella di Will Andreaws, uno Stoner al contrario che ha voglia di lasciare l’affollata Boston per perdersi nelle terre selvagge. Come il protagonista di «Balla coi lupi» ben presto Will si renderà conto che il mondo che ha scelto di scoprire è difficile e atroce. È una piccola riflessione sul rapporto tra essere umano e natura. Lo leggo perché vorrei perdermi anche io dove il tempo neanche esiste.
Per il mio compleanno mi sono regalata Sulla fotografia di Susan Sontag (Einaudi), un libro che andrebbe tenuto sempre sul comodino come una Bibbia. Io ci sono arrivata tardi e non voglio perdere altro tempo. Lo leggo perché ho bisogno di “guardare” il mondo come se fossi sempre dietro una lente che immortala un momento e lo cristallizza nel tempo.
E poi La schiuma dei giorni di Boris Vian (Marcos y Marcos), perché non si può non leggerlo. Perché non si può non amarlo e adorarlo. È un libro per sognatori, per innamorati, per folli, per romantici paranoici e non. Lo leggo perché ho voglia di innamorarmi, di ogni cosa che leggo e non solo.
Buona estate e buone letture.

I consigli di Anna Castellari
Alfred e Jack di Lucia Valcepina (Fabbrica dei segni editore, libro+CD € 18,00). Questo romanzo, raccontato in prima persona da Vox, il corvo che fa anche da intermediario tra i due protagonisti, è stato presentato come adatto ai bambini, ma in realtà è per tutte le età. Una storia semplice, un cappello che parla allo spaventapasseri Jack in estate e al pupazzo di neve Alfred d’inverno. Un campo di grano, residuo agricolo ormai più unico che raro, in cui si snoda la vicenda tra i due. E un unico istante in cui il pupazzo e il fantoccio si incontrano, dando vita a misteriose connessioni e a una felicità perfetta. Un libro ricco di insegnamenti, mai moraleggiante, emozionante e misterioso, una storia onirica, che la scrittura cristallina di Valcepina ci restituisce con grazia e coinvolgimento.
Bastarde senza gloria di AA.VV. (Sartoria Utopia, € 20,00). Più che una semplice raccolta di poesie in cui sono riunite le più interessanti voci contemporanee, secondo l’avviso della curatrice Francesca Genti, questo libro è un oggetto a più dimensioni. Realizzato a mano, come tutti i libri della casa editrice Sartoria Utopia, questo volume va toccato, guardato, letto. Possibilmente è necessario partecipare a uno dei reading che le due sarte, Genti e Manuela Dago, organizzano in giro per l’Italia. La forza della poesia invettiva che caratterizza questo libro è enorme, violenta, catartica. Funziona anche come antirepellente per le zanzare della politica italiana, che in estate (ahinoi, anche in altre stagioni) pungolano i cittadini italiani.
Fortunatamente di Remy Charlip (orecchio acerbo, € 11,90), ha poteri davvero straordinari, tra cui quello di farci vedere il mondo e la realtà sotto un altro punto di vista. Nella fattispecie, il punto di vista è quello di un bambino che se ne va per il mondo, incontrando fortunatamente qualcuno, che lo invita a una festa, sfortunatamente molto lontana, fortunatamente può mettersi in viaggio, e così via, in un’alternanza di buona e cattiva sorte. È un libro gaio, spensierato, anche grazie al tocco dell’illustratore, che è anche l’autore della narrazione: anche nei momenti di difficoltà si riesce, voltando (letteralmente) pagina a vedere il bicchiere mezzo pieno, a non farsi bloccare dalle difficoltà. Premio Andersen – Libro dell’anno 2011, questa piccola perla di orecchio acerbo conferma, una volta di più, la sensibilità degli editori nei confronti di una letteratura sì di nicchia, ma pronta ad abbracciare un pubblico ampio e ricettivo, dai tre ai novantanove anni.

I consigli di Emanuela D’Alessio
Ho appena finito di leggere La terra del Sacerdote di Paolo Piccirillo (Neri Pozza, € 16,50), il ventiseienne casertano alla sua seconda prova, dopo l’esordio di successo nel 2010 di Zoo col semaforo. Una storia durissima e acre, densa di colpe e delitti, sudore e fango, segreti e confessioni. La morte si alterna alla vita, l’abbrutimento dell’ignoranza alla speranza della ragione. Una storia antica che sembra arrivare da un altrove distante, ormai scomparso. Una storia dell’oggi, invece, che ci scorre accanto e ci fa tremare. Una storia di dolore e orrore, di rimorsi e rimpianti. Ma anche di amore. Una storia che aiuta a ripristinare gli equilibri tra desideri, frustrazioni e ambizioni. Non ho ancora letto Zoo col semaforo, è venuto il momento di farlo.
Per cambiare completamente aria mi affiderò invece a Cina e altri Orienti di Giorgio Manganelli (Adelphi, € 22,00). Provo per tutto ciò che si trova a Est un’attrazione irragionevole. Irragionevole perché amo più i tramonti delle albe, perché le stagioni monsoniche e le temperature elevate mi affaticano e rattristano, perché al misticismo preferisco un banale realismo. Ma il viaggio, si sa, è irragionevole e contraddittorio, per Manganelli poi è la chiave per comprendere «i modi ingegnosi in cui l’altrove si nasconde sotto l’apparenza dell’ovvio».

I consigli di Rossella Gaudenzi
Moby Dick o la balena di Herman Melville, nella traduzione di Cesare Pavese (Adelphi, € 13,00) è un buon proposito che mi accompagna da mesi. Oggi sono mossa da una forte curiosità e dall’idea del contrasto, quello di leggere quest’opera in un’estate che per me sarà esclusivamente romana, quindi cittadina.  Stiamo a vedere in quali meandri verrò trasportata.
Musica per camaleonti l’ultima fatica di Truman Capote edita prima della morte (Garzanti Libri, € 13,00): tasselli policromi, storie di vita quotidiana, ritratti-autoritratti di grandi personaggi e non; per la voglia di bearmi di uno stile inarrivabile in bilico tra il giornalismo e la letteratura.

I consigli di Chiara Rea

I consigli di Eleonora Rossi
I libri che consiglio per queste vacanze sono l’ultimo romanzo che ho letto e quello che sto leggendo. Uno lo attendevo da tempo, da quando è stato pubblicato in America, ed è Città aperta di Teju Cole (Einaudi, 2013). Vincitore del PEN/Hemingway Award, del New York City Book Award, del Rosenthal Award e dell’Internationaler Literaturpreis è considerato uno degli esordi più sorprendenti e uno dei migliori libri dell’anno da diverse importanti testate americane. Questo libro racconta di come New York, passo dopo passo, si faccia strada nella vita di Julius, psichiatra e flâneur contemporaneo, che vagabonda per le vie della città. Tutto intorno è visto attraverso i suoi occhi, filtrato dalla sua sensibilità e descritto con poesia e attraverso uno stile originale e raffinato.
Il secondo romanzo, quello che ho da poco preso tra le mani è I Melrose di Edward St Aubyn (Neri Pozza, 2013). Quattro libri, in realtà, che seguono la vita di Patrick Melrose – rampollo di una famiglia dell’upper class inglese – dall’infanzia in cui è vittima di un padre sadico e autoritario e trascurato da una madre alcolizzata, all’età più matura della tossicodipendenza, e poi della disintossicazione. E infine, la ricaduta in preda ai rancori e ai fantasmi del passato. Un’opera che già dalle prime pagine si presenta duro, denso, bellissimo e che lascia intravedere un grande talento narrativo.
E poi, a chi invece preferisce le «forme brevi», consiglio due tra le raccolte di racconti che più ho amato: Nemico, amico,amante di Alice Murno (Einaudi) e Undici solitudini di Richard Yates (minimum fax).

 

I consigli di Sabina Terziani
Ho letto Rayuela (Il gioco del mondo, Einaudi, 2005, iperromanzo dai finali multipli oppure senza finale, volendo) di Julio Cortazár una ventina di anni fa, ai tempi dell’università, e oggi che il romanzo compie cinquant’anni voglio riavvicinarmi all’autore passando dall’epistolario appena pubblicato da Sur (Carta carbone, Sur, € 16,00, a cura di Giulia Zavagna).
Poi leggerò Il mare di John Banville (Guanda, € 14,00) tradotto da E. Kampmann, perché d’estate mi piace pensare alle estati che non potrò mai vivere, alle estati ormai lontane vissute da bambini che esistono nel ricordo di persone immaginarie ma più vive di qualsiasi vicino d’ombrellone.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog