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"Lo Chiamavano Jeeg Robot": il Fumetto!

Creato il 22 marzo 2016 da Marco Giorgio @MarcoGiorgioGM

Scritto da Marco Grande Arbitro

Sono ancora galvanizzato da "Lo Chiamavano Jeeg Robot". Più passa il tempo e più penso allo Zingaro, a Hiroshi Shiba e tutti gli altri... E' già un cult! Da buon fanatico ho iniziato a recuperare più materiale possibile del film, tra cui anche il fumetto promozionale allegato con la Gazzetta dello Sport. Ho notato che su internet ci sono pochissime informazioni al riguardo, quindi prendo l'occasione al balzo e vi dico cosa ne penso. Si parte!

Roberto Recchioni è una persona davvero scaltra. Sa sempre come vendersi, sa sempre come cogliere l'occasione... sia nel bene che nel male. Mi spiego meglio.

Questo fumettino di circa trenta pagine ha due chiavi di lettura:
- il punto di vista di chi non ha visto il film ;
- il punto di vista di chi ha visto il film .
Considerando che è stato scritto con lo scopo di promuovere il film, partiamo proprio dal primo punto.
Il lettore si ritrova davanti ad Enzo Ceccotti: un misterioso e strano personaggio che è al centro dell'opinione pubblica. Si nota subito che Enzo è tormentato da qualcosa. Questi tormenti assumono anche la forma di un losco figuro... E come dicono a Roma, nel finale Enzo finisce anche per " pijarsela nder culo". Insomma: il lettore non capirà una mazza , ma almeno avrà la curiosità di andare a vedere il film...
La seconda chiave di lettura , ovvero per chi ha visto il film, è molto più chiara e profonda.

Il fumetto è ambientato dopo i fatti narrati nel film. Enzo Ceccotti/Hiroshi Shiba sta diventando un caso nazionale. Ne parlano i telegiornali, ci sono meme a lui dedicate, Barbara D'Urso fa gossip sulla sua bellezza fisica, Salvini lo strumentalizza, ha la stima di Papa Francesco e (sopratutto) i suoi video hanno milioni di visualizzazioni. Da quando l'abbiamo lasciato, Enzo non è cambiato di una virgola... fatta eccezione per le sue visioni! La presenza dello Zingaro è onnipresente nella sua testa. Da nemico passa a diventare un avvocato del diavolo, che vuole farlo diventare come lui. Ovvero: un essere che conta per la gente, un idolo che comanda la gente. Enzo non vuole tutto ciò, ma il ricordo dello Zingaro non è facile da cancellare. Come Batman e Joker, di "The Dark Knight - Il Cavaliere Oscuro", entrambi sono la faccia di una stessa medaglia...

Enzo diventa subito un simbolo, tanto da aizzare una folla di fanatici che vogliono emularlo. Di fatti, dopo aver salvato una ragazza dall'aggressione di due Rom, un gruppo di facinorosi è pronto a devastare un campo nomadi. Come il miglior Bud Spencer, Enzo non fa distinzione: appare e riempe di botte tutti quanti. Sia criminali che sbirri. Hiroshi Shiba è un antieroe, non dimenticatelo!
Il giorno seguente l'opinione pubblica è ribaltata. Enzo Ceccotti diventa un nemico pubblico, tanto da essere screditato dai chi lo esaltava. Questi soggetti hanno un nuovo idolo: lo Zingaro! Di colpo la massa lo riabilita, mettendo in discussione la sua condotta da criminale. I fanatici adesso lo seguono vestendosi alla stessa maniera, addirittura un tale Gabriele Mainetti farà un film su lui! Come Ugo Foscolo, con le sue azioni ha raggiunto il ricordo eterno...
Il mondo gira al contrario, ma Enzo continua la sua strada di anti-eroe
"O muori da eroe, O vivo tanto a lungo da diventare un povero stronzo! "
Recchioni inserisce elementi non trattati nel film o leggermente accennati. Punta tutto sull'influenza dei media e sulle volubili emozioni di pancia dell'opinione pubblica. Questi elementi danno maggior spessore al film, tuttavia c'è una piccola esagerazione che rende (a tratti) tutto stucchevole e macchiettistico (per non dire stereotipato). In alcuni momenti, la storia sembra tramutarsi in una fanfiction di qualche fan. Per fortuna nel finale si riprende.
Ve l'ho detto, Recchioni è una persona molto scaltra. Ha creato una storiella interessante senza impegnarsi... Pensate a cosa sarebbe uscito fuori se avesse fatto sul serio!

Sul disegno di Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone non dico molto... Devo ammettere che non l'ho totalmente apprezzato. Capisco il loro intento di voler realizzare un disegno grezzo, che suscita sensazioni di sporco e disordine... Ma sembra davvero una bozza da rifinire.

Per concludere... Come fumettino promozionale non ci voglio andare pensante. Non è un capolavoro, ma non si poteva chiedere di più. Consideratelo come un'opera da collezione, che va comunque recuperato a priori.
Magari sarà un trampolino di lancio per un opera fumettistica più corposa... Chissà!


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