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Lo scandalo delle scorte a Roma. La Casta più Casta di prima. E Letta fa lo struzzo … Elogi a Il Tempo per l’inchiesta.

Creato il 20 settembre 2013 da Pierumberto @Pierumberto

Letta fa lo struzzo! Imu e Iva ci rendono impresentabili? No è il continuo quotidiano sperpero di denaro pubblico che ci rende attori di una grande tragico media. Il PD non vuole ridurre i costi del nostro malgoverno secolare ma anzi aumentare l’imposizione fiscale fino allo strangolamento dell’economia italiana.

Da il Tempo
Sorveglianza a caro prezzo

di Gian Marco Chiocci e Sarina Biraghi Lanciatela, un’occhiata, al battaglione degli scortati. Leggete bene, nome per nome. Troverete potenti e non, minacciati e raccomandati, che ogni giorno…

Lanciatela, un’occhiata, al battaglione degli scortati. Leggete bene, nome per nome. Troverete potenti e non, minacciati e raccomandati, che ogni giorno scorrazzano per le città con macchinoni e guardie del corpo a spese del contribuente, lo stesso che poi s’incavola quando la blindata lo sorpassa sgommando. Ci troverete tutti quelli che sono considerati soggetti a rischio. Politici, rappresentanti delle istituzioni, magistrati, ambasciatori, uomini dello spettacolo e anche giornalisti. Alcuni nomi vi stupiranno, altri saranno una conferma. Troppi vi indigneranno.

La nuova inchiesta de Il Tempo non urla alla Casta. Denuncia uno scempio di denaro pubblico. È un reportage dei nostri Matteo Vincenzoni e Fabio Di Chio realizzato sulle carte top secret di polizia, carabinieri, finanza, polizia penitenziaria, corpo forestale e via discorrendo. Uno scandalo senza fine, che si trascina da anni, incurante dei continui tagli selvaggi a personale e auto di polizia. Una spending review a senso unico, che attinge agli organici e ai mezzi delle forze dell’ordine prosciugando commissariati e caserme di frontiera. Risorse per centinaia di milioni di euro sottratte al contrasto della piccola e grande criminalità e al controllo del territorio che sono – o meglio, dovrebbero essere – le priorità di qualsiasi politica nazionale della sicurezza. Il comparto della protezione personale non soffre della sindrome dei tagli orizzontali. È un capitolo del bilancio dello Stato fuori controllo.

La scorta è per sempre, come un diamante. O se preferite, un fortunato biglietto della lotteria, del tipo «Scorta e vinci». Ogni anno si decurtano le spese per gli straordinari degli uomini in divisa, per il carburante, per la manutenzione di mezzi obsoleti spesso immatricolati nel secolo scorso a fronte di fiammanti berline iperaccessoriate, nuove di zecca, con blindature da 100mila euro a disposizione dei soliti noti. E che dire degli angeli custodi? Sono i primi a essere mortificati nel portare a scuola i figli altrui, spingere i carrelli della spesa, sfruttati come taxi da parenti e amici. Certo, non tutti abusano. Alcuni ministri, certi giornalisti, qualche sindacalista, pm in prima linea sono obbligati a muoversi con gente armata. Ma la stragrande maggioranza potrebbe anche prendere l’autobus, come si usa all’estero. Oppure salire su un’utilitaria, e girare per Roma come fa un certo Francesco.

Gian Marco Chiocci

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