Lo Spresal ribatte: “Colpa del TRA se avete perso il Fondo Ferrero”

Creato il 05 aprile 2012 da Lapulceonline

Prosegue senza sosta il botta e risposta tra gli enti coinvolti nella discussa e controversa “vicenda Fondo Ferrero” del Teatro Regionale Alessandrino, finito quasi tutto al macero, insieme al materiale non bonificabile dall’amianto. L’Asl Alessandria, tramite la Responsabile del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Marina Ruvolo, mette le mani avanti spiegando che, prima dei lavori di bonifica, il TRA avrebbe dovuto effettuare un censimento in cui venissero segnalati i materiali riutilizzabili dopo la “pulizia”, in modo che lo Spresal potesse poi determinarne le condizioni: ” Lo Spresal Al ha approvato il 3 gennaio 2012 il piano di lavoro per la bonifica dei locali del TRA presentato dalla ditta Switch 1988″, si legge nella nota diffusa oggi per precisare la posizione dell’azienda sanitaria. “Nell’approvare tale piano erano state impartite alcune prescrizioni, tra le quali quella di effettuare, da parte del TRA, un censimento relativo ai materiali e alle attrezzature, collocate all’interno dei locali, per i quali era previsto il riutilizzo dopo la bonifica.  Questo per far sì che lo Spresal potesse nel merito delle modalità di bonifica dei materiali e delle attrezzature, ma soprattutto ne definisse le modalità di fuoriuscita. La Switch 1988 e la Direzione dei lavori assicuravano che il censimento sarebbe stato svolto da parte di rappresentanze del TRA”, ma “il ruolo dello Spresal rispetto ai materiali da riutilizzare dopo la bonifica è quello di approvare le modalità della stessa e o presiedere alla loro fuoriuscita attraverso un’ispezione preventiva”.

Infine: “Lo Spresal non può entrare nel merito della scelta di ciò che la committenza intende riutilizzare a bonifica avvenuta, scelta che compete esclusivamente a chi è proprietario del ben o lo ha in gestione”.

Insomma, un po’ come dire: non è lo Spresal che deve decidere cosa va gettato via in quanto non bonificabile, è responsabilità del TRA decidere cosa salvare. Lo Spresal si limita a monitorare la bonifica ed occuparsi del prelievo dei materiali scartati.

Nei giorni scorsi la Fondazione TRA si è trovata un po’ impreparata nel rispondere sulla sparizione dell’archivio storico “Ferrero”, a tal punto da far uscire su alcuni giornali (vicini al Comune di Alessandria) foto di scaffali pieni di tomi. Peccato che si trattasse di un’altra raccolta di libri. Sempre la Fondazione del Teatro aveva detto che la colpa sarebbe proprio dello Spresal  in quanto “le autorizzazioni per bonifica e selezione del materiale che doveva essere riqualificato o eliminato non sono passate dagli uffici della Fondazione, che peraltro non avrebbero le competenze necessarie. Dagli uffici della Fondazione TRA non esiste certificazione ufficiale del lascito, nè atto formale di classificazione dello stesso”. Da qui la precisazione Asl-Spresal.

Alcuni giorni fa la presidente del TRA Elvira Mancuso, presa alla sprovvista da un giornalista che incalzava sulla perdita del Fondo Ferrero, aveva liquidato la questione sostenendo che il Fondo era un mucchio di “libri vecchi”. Del resto anche lei “aveva dovuto rinunciare ad un suo tappeto”. Lo svuotamento degli archivi e lo smaltimento dei materiali era stato voluto anche dal direttore dei lavori, Francesco Darquati.

C’è qualcosa non torna. L’ennesima vicenda poco chiara, fatta di notizie parziali o che non trovano immediato riscontro, attorno alla bonifica del Teatro Comunale.


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