Lo squash è femmina

Creato il 11 maggio 2011 da Sportduepuntozero

di Marco Portinaro

Sono bionde, brune e more; con magnetici occhi verdi e azzurri e un grande amore in comune: la palla doppio punto giallo, con cui si gioca a squash a livello agonistico. Loro sono Manuela Manetta, campionessa italiana; Sonia Pasteris, pluricampionessa e attualmente numero due della classifica; Chiara Ferrari, numero tre e Veronica Favero Camp, numero quattro. Un gruppo affiatato e fuori controllo che ha portato glamour e femminilità in uno sport duro, oltre a un bel gruzzolo di vittorie.

Palline roventi schiacciate contro il muro, racchette impazzite e l’ansia della “posizione T”, in un concentrato di agonismo, tecnica, controllo e velocità. Lo squash non è esattamente uno sport per femminucce. Invece Manuela, Sonia, Chiara e Veronica hanno portato glamour e femminilità nello squash, oltre a un bel gruzzolo di vittorie. Per forza, sono tutte campionesse.

Manuela

Manuela gira il mondo alla conquista di titoli, perché qui in Italia ne ha già vinti otto. Inizia a giocare a squash a soli 12 anni e da subito mostra qualità e talento. Nel 2008 ai campionati europei individuali porta a casa una medaglia di bronzo. Si tratta di un successo incredibile per chi ama lo squash ma non è cresciuto in Inghilterra o in Egitto, dove lo squash è il pane quotidiano.

Sonia

Sonia invece inizia tardi, ma lo squash non diventa per lei solo una passione: diventa il suo lavoro, la sua intera vita. Campionessa italiana, Sonia gira il mondo con la nazionale femminile, diventa istruttrice, allenatrice della nazionale Juniores e organizzatrice di tornei ed eventi.

Chiara

Chiara invece è di Milano, cresce sotto gli insegnamenti di Marcus Berret (che ha allenato tutte e quattro le ragazze) e sale più volte sul podio a livello italiano. Ama la moda e i vestiti glamour, ma i suoi polpacci non sono in stile trendy-anoressico. Chiara si allena duramente per poter partecipare ai tornei del circuito internazionale femminile Wispa.

Veronica

Infine Veronica: istruttrice, giocatrice di livello nazionale, innamorata dello squash. Ha conquistato numerosi podi agli assoluti italiani e gira il mondo nei suggestivi scenari dove viene montata la Glass Arena, un “campo portatile” completamente in vetro che viene utilizzato per i più prestigiosi tornei internazionali.

Manuela, Sonia, Chiara e Veronica sono inseparabili, così come i loro punti in classifica. Da anni difendono infatti le prime quattro posizioni e non sembrano essere intenzionate a cederle.“Lo squash è uno sport di passione, come dice lo slogan della nostra federazione” – dice Sonia. “E’ uno sport sano, pieno di divertimento e fatica. E certamente ti mantiene in forma”. In Italia lo squash ha vissuto un boom negli anni 80’, quando i film di Woody Allen ci mostravano inferociti manager di wall street che si sfogavano sui campi in muro bianco.Ora, dopo qualche anno di calo dell’attività, stiamo vivendo un periodo di grande sviluppo, grazie al lavoro svolto dalla Federazione e da associazioni sportive importanti come l’Assi (Associazione Sportiva Squash Italia), che gestiscono buona parte dell’attività amatoriale.  “Consiglio lo squash a ragazzine e donne: io non mi sono mai divertita tanto!” – ci dice Veronica. “Inoltre – conclude –  lo squash unisce ed emoziona e io vivo per emozionarmi”.

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